Nuoto, i sindacati: «Cig per 85 dipendenti Fin»

La denuncia di Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Cisal Fialp: «Per risparmiare poche centinaia di migliaia di euro malgrado l'impegno economico garantito dal Ministro Spadafora»

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“Malgrado il rilevante impegno economico garantito dal Ministro dello Sport Spadafora e dal Presidente ed Amministratore delegato dello societa’ Sport e Salute Cozzoli a sostegno delle attivita’ delle Federazioni sportive italiane, la Federazione italiana nuoto (Fin) ha deciso comunque di mettere in cassa integrazione 85 lavoratori per risparmiare poche centinaia di migliaia di euro”. A denunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Cisal Fialp, spiegando che “si e’ concluso ieri in tarda serata il previsto esame congiunto in video conferenza tra il presidente della Fin Barelli e le rappresentanze sindacali nazionali del personale dipendente. Un incontro che ha confermato la volonta’ della Fin di ricorrere comunque, pure in una condizione di assoluta e drammatica emergenza sociale, e nonostante le valide ragioni opposte dalle organizzazioni sindacali nel corso della discussione, anche dal punto di vista strettamente finanziario, alla cassa integrazione di tutti i propri dipendenti”. Per i sindacati ci sono dubbi “sulla liceita’ del ricorso a simili forme di integrazione salariale, perche’ quella ulteriore sovvenzione andrebbe a sovrapporsi a quella gia’ attribuita dal Presidente e Amministratore delegato di Sport e salute con la lettera del 21 aprile scorso, con la quale si comunicava l’avvio delle procedure per il conferimento anticipato della seconda tranche del contributo annuo a tutte le Federazioni sportive erogato dal Mef”.

Tuttavia, proseguono, “proprio per non correre il rischio di arrivare a questo punto, lo scorso 6 marzo abbiamo sottoscritto con Sport e Salute S.p.A. e Federazioni Sportive Nazionali un accordo, peraltro rinnovato lo scorso 21 aprile in previsione della cosiddetta ‘Fase 2′, finalizzato a definire modalita’ e istituti (tra cui il lavoro agile, invero utilizzato solo per il 40% dei dipendenti da parte della Fin) atti a fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid-19, le cui previsioni continuano ad essere pienamente efficaci e vincolanti. Conseguentemente, riteniamo sia da escludersi, anche sotto tale profilo, la legittimita’ in ordine al ricorso da parte della Federazione italiana nuoto al Fondo di integrazione salariale”. In ragione di quanto sopra, Fp Cgil, Cisl FP, Uilpa e Cisal Fialp “si riservano di valutare la legittimita’ della decisione assunta in tutte le sedi deputate e, contestualmente, di avviare tutte le iniziative di lotta ritenute necessarie a contrastare la scelta assunta dalla Fin per tutelare i diritti e gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”, concludono.