L’Arabia Saudita apre al turismo di massa

Nelle nuove raccomandazioni ai turisti si legge semplicemente che «uomini e donne dovranno vestirsi in maniera modesta» e che «le donne dovranno avere spalle e ginocchia coperte»: ma niente alcool

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Per la prima volta l’Arabia Saudita apre le sue porte ai turisti stranieri. In un gala che si è tenuto due giorni fa nella città di Ad-Diriyah, sito Unesco nei pressi di Riad, sono stati svelati i dettagli del nuovo regime dei visti d’ingresso che offrirà a chiunque lo desideri la possibilità di entrare nel Paese. È una svolta importante perché – con l’eccezione dei pellegrini musulmani diretti alla Mecca – finora l’Arabia Saudita non ammetteva turisti senza un invito per specifiche iniziative e si era guadagnata, così, la fama di nazione fra le più misteriose del mondo. «Ai visitatori diciamo: siate fra i primi a scoprire i nostri i tesori», annuncia adesso Ahmad al Khateeb, presidente della commissione saudita per il Turismo.

I viaggiatori alla ricerca di siti inesplorati di interesse storico-artistico e di bellezze naturali, saranno sorpresi dalla scoperta dei tesori dell’Arabia Saudita. Il Paese offre una grande varietà di paesaggi, incluse le montagne verdi di Asir, le acque cristalline del Mar Rosso, le pianure innevate di Tabuk e le dune sabbiose dell’Empty Quarter. Alcune nuove destinazioni turistiche sono in fase di costruzione, tra queste: la futuristica città di Neom, la cittadella dell’intrattenimento di Qiddiya alle porte di Riad e alcune lussuose località sulla costa del Mar Rosso. Nel Regno si trovano cinque siti patrimonio Unesco: Madain Saleh in Al-Ula, la più grande testimonianza della civiltà Nabatea a sud di Petra, At-Turaif District in Ad-Diriyah, la prima capitale dello Stato saudita, Gedda storica, la porta per La Mecca, dal grande valore architettonico, l’arte rupestre nella regione di Hail, con iscrizioni antiche di 10mila anni, l’oasi di Al-Asha, con 2 milioni e mezzo di palme da dattero, la più vasta oasi al mondo.

L’apertura dell’Arabia Saudita al turismo internazionale rappresenta un momento importante per l’implementazione di Vision 2030, il programma che punta a rinnovare il Paese, diversificare l’economia saudita e a ridurre la dipendenza dal petrolio. La previsione è di aumentare il numero di turisti internazionali e locali fino a 100 milioni l’anno entro il 2030, attraendo investimenti esteri e nazionali, creando anche un milione di nuovi posti di lavoro. Entro il 2030, l’obiettivo per il turismo è di contribuire fino al 10 per cento del Pil saudita, rispetto all’attuale 3 per cento. Si prevede, inoltre, che la capacità degli aeroporti sauditi aumenterà di 150 milioni di passeggeri l’anno e che ulteriori 500 mila stanze d’albergo saranno rese disponibili nei prossimi 10 anni.

Nelle nuove raccomandazioni ai turisti si legge semplicemente che «uomini e donne dovranno vestirsi in maniera modesta» e che «le donne dovranno avere spalle e ginocchia coperte».  Invariato resta invece il divieto al consumo e all’importazione di alcool.