Monte Bianco, il ghiacciaio non fa più paura. E nemmeno notizia

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Ricordate il Plancipieux, ghiacciaio del massiccio del Monte Bianco che stava per staccarsi in piena week for future quando i giovani di tutto il Pianeta si sono riversati in piazza per chiedere maggior rispetto per l’ambiente al seguito dell’attivista svedese Greta Thunberg? Il Ghiacciaio che si trova sul versante italiano del Monte Bianco che era lì lì per sciogliersi? Quello che aveva costretto il Sindaco di Courmayeur, in Val d’Aosta, ad allertare la popolazione e a chiudere le strade di accesso alla nota località sciistica, nonché prendere tutte le cautele del caso per fronteggiare l’emergenza? Quello che avrebbe potuto ridurre in macerie pascoli, boschi e insediamenti umani?
Sembrerebbe inspiegabile, eppure su giornali e ai telegiornali non se ne fa più menzione. Nemmeno limitatamente al monitoraggio dello stesso e alla conseguente emergenza. Che non si sa più se sia rientrata o ancora insiste.
La massa di neve e ghiaccio che minacciava la Val Ferret a una velocità di mezzo metro al giorno si è dunque arrestata o ancora continua la sua inesorabile discesa verso la valle?
I glaciologi che hanno studiato il caso – e cui ora nessuno più dà voce – sembrano concordare che la situazione si sia acuita a seguito di una frattura che ha interessato un pezzo di roccia sulle alture delle Grandes Jorasses che fungono da sostegno del ghiacciaio che si trova su una pendenza rilevante (il Monte Bianco con i suoi 4810 metri di altezza è la cima più alta delle Alpi d’Italia, di Francia e in generale dell’Europa).
Pendenza e supporto che facilitano la creazione di corridoi d’acqua che non aumentano la capacità di scivolamento, dovuto all’elevata lubrificazione, quindi alla consumazione ed all’assottigliamento delle lingue del ghiacciaio che fanno sì che il ghiacciaio stesso perda aderenza e conseguentemente consistenza.
E’ indubbio – a detta degli esperti – che l’origine del fenomeno sia da rintracciarsi nel surriscaldamento della temperatura terrestre che rappresenta una minaccia allo scioglimento anche di altri ghiacciai.
Eppure il nostro Paese non è stato interessato da un’eccezionale ondata di calore, vieppiù nella stagione estiva quando il caldo rappresenta la normalità e non l’eccezione. Tuttavia, ad ottobre inoltrato, ancora godiamo di un stagione con temperature tipicamente primaverili, addirittura con week end in riva al mare, ma il Plancipieux sembra non fare più paura a nessuno. Fino a non parlarne più.
Eppure gli studiosi dicevano che era impossibile prevedere se e quando la corsa della massa fredda verso valle avrebbe potuto interrompersi ed il pericolo sembrava potersi arginare solo a seguito di nevicate che ancora non si sono avute, ma necessarie per poter scongiurare il pericolo anche per l’uomo – e per i valdostani per primi – e riportare la situazione alla normalità con la riformazione del serbatoio naturale di acqua.
In controtendenza a questi studi, vi sono altre voci del campo – e forse fuori dal coro – che sostengono che non vi sia stata alcuna emergenza per il Plancipieux, ma che quanto sia avvenuto qualche mese fa sembrerebbe trattarsi di una normalissima fase nella naturale vita di un ghiacciaio.
E proprio il Plancipieux non è nuovo a questi fenomeni che restano comunque dei campanelli di allarme per i ghiacciai nello specifico e per il clima in generale da non sottovalutare, sia continui a scivolare verso la Val Ferret, sia che possa rinsaldarsi nel corpo staccatosi, ma anche un’occasione per interrogarsi se non sia il caso di studiare con maggiore incidenza (e magari di diffondere con concrete certezze) tali fenomeni che, per natura, restano imprevedibili.