La plastica assedia il Mediterraneo, l’allarme dell’Ispra: “Abbiamo toccato il fondo”

Complessivamente ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare: sulle spiagge italiane dai 500 ai 1000 rifiuti ogni 100 metri di litorale

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Più del 70% dei rifiuti marini è depositata nei fondali italiani e di questi il 77% è plastica. “Abbiamo toccato il fondo”, sostengono l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e il Sistema per la protezione dell’Ambiente (Snpa) in base ai principali risultati emersi dal monitoraggio della qualità dei nostri mari. Su 120 strascichi il mare di Sicilia, con 786 oggetti rinvenuti e un peso complessivo superiore ai 670 kg, è tra le discariche sottomarine più grandi del Paese, seguito dalla Sardegna con 403 oggetti nella totalità delle 99 cale e un peso totale di 86,55kg.

Complessivamente ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare, di cui il 7% nel Mediterraneo. I risultati emersi dal monitoraggio dell’Ispra, nell’ambito del progetto europeo Medsealitter nel 2017 e nel 2018, mostrano l’andamento della densità dei macrorifuti galleggianti in alto mare, vicino alla fascia costiera, e vicino alla foce dei fiumi. I dati raccontano che la foce dei fiumi presenta il maggior quantitativo di rifiuti galleggianti (più di 1000 oggetti per kmq) e vicino la costa tra i 10 e i 600 oggetti per kmq. Più ci si allontana in mare aperto e più il numero di oggetti scende da 1 a10 per kmq.

E – avverte l’Ispra – “la situazione non migliora salendo in superficie: le quantità di macroplastiche rinvenute raggiungono una densità media che oscilla tra i 2 e i 5 oggetti flottanti per kmq, mentre la densità media delle microplastiche, ossia le particelle più piccole, è compresa tra 93mila e le 204mila microparticelle per kmq”. Non va meglio “lungo le spiagge: i litorali nazionali ospitano dai 500 ai 1000 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia”.