Clima, allarme Onu: entro il 2050 città costiere ad alto rischio uragani

Greenpeace Italia: "C'è bisogno quindi di un'azione politica senza precedenti per evitare che il nostro Pianeta subisca conseguenze devastanti"

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Cicloni, uragani e tifoni più potenti; aumento dei mari più veloce; megalopoli costiere che subiranno ogni anno catastrofi climatiche. E’ sconfortante il quadro che emerge dal rapporto degli esperti dell’Onu sul clima. Un grido d’allarme che non può lasciare indifferenti i governi di tutto il mondo. Cicloni, uragani e tifoni più potenti Cicloni, uragani e tifoni diventeranno più potenti anche in un mondo a +2 C, causando maggiori danni alle coste. Questo è quanto emerge dal rapporto degli esperti Onu sul clima.

“L’intensità media” dei cicloni tropicali e la percentuale dei cicloni di categoria 4 e 5, che è già aumentata negli ultimi decenni, “dovrebbe aumentare”, anche se i cicloni in generale non dovrebbero essere più frequenti. Aumento livello mari 2,5 volte più veloce che in XX secolo Il livello dei mari è aumentato 2,5 volte più velocemente all’inizio del 21 secolo che nel 20 , e continuerà ad aumentare principalmente a causa della riduzione delle calotte di ghiaccio, si legge ancora nel rapporto. Qualunque siano gli scenari, il mare continuerà a salire dopo il 2100. In un mondo a +2 C il tasso di crescita potrebbe stabilizzarsi, raggiungendo circa 1 metro nel 2300, rispetto a diversi metri se le emissioni di gas serra continuano allo stesso ritmo di oggi, secondo questo documento.

Entro il 2050, dunque molte megalopoli costiere e piccole nazioni insulari subiranno ogni anno catastrofi climatiche, anche con un’aggressiva riduzione delle emissioni di gas serra. Più di un miliardo di persone, entro la metà del secolo, vivranno in zone soggette a cicloni, inondazioni su larga scala ed altri eventi meteorologici estremi amplificati dall’innalzamento dei mari, come previsto dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici.

“La scienza ci offre un quadro al contempo agghiacciante e convincente. Gli impatti che le emissioni di carbonio prodotte dall’uomo hanno sui nostri oceani si stanno sviluppando su larga scala e a un ritmo molto più sostenuto rispetto a quanto ci aspettassimo: c’è bisogno quindi di un’azione politica senza precedenti per evitare che il nostro Pianeta subisca conseguenze umane, ambientali ed economiche devastanti” dichiara Giorgia Monti, responsabile campagna Mare Greenpeace Italia.