Balena spiaggiata: aveva 40 chili di plastica nello stomaco

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Nello stomaco di un giovane esemplare di zifio (Ziphius cavirostris, un cetaceo conosciuto anche con il nome di «balena dal becco d’oca»), il fondatore del D’Bone Collector Museum a di Davao City (Filippine), Darrell Blatchley, ha trovato solo plastica, anzi circa 40 chilogrammi. L’animale, un maschio, che si era spiaggiato sabato 16 marzo ed era morto probabilmente di fame e disidratazione, aveva ingoiato tra gli altri 16 sacchetti di riso e 4 sacchi usati nelle piantagioni di banane. Il team di Blatchley ha recuperato negli ultimi dieci anni 61 cetacei e delfini, di cui 57 sono morti a causa di rifiuti di plastica, reti per la pesca e persino dinamite.

La notizia della triste morte del giovane cetaceo è arrivata un giorno dopo la fine della quarta Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente, che si è conclusa venerdì 15 marzo a Nairobi, in Kenya, con un accordo globale (ma non vincolante) per «una riduzione significativa dei prodotti in plastica monouso entro il 2030», così scrive La Vanguardia. Mentre alcuni Paesi, fra cui l’India, chiedevano misure più ambiziose e miravano ad «eliminare gradualmente i prodotti in plastica monouso entro il 2025», altri Paesi, tra cui Stati Uniti, Arabia Saudita e Cuba, hanno tirato il freno.

Mentre 150 grandi compagnie hanno promesso di ridurre l’uso della plastica, si calcola che circa 500 miliardi di sacchetti di plastica usa e getta vengono utilizzati ogni anno in tutto il mondo, mentre un milione di bottiglie di plastica per bevande vengono acquistate ogni minuto, così ricorda la Deutsche Welle. Inoltre, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno nei mari e negli oceani, minacciando gravemente la vita marina.

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