Whirlpool, affondo Uilm: “Parole Patuanelli si traducano in atti concreti”

L'intervento del segretario nazionale Gianluca Ficco: "Altrimenti potrebbero apparire mera retorica e diventare motivo di frustrazione perfino peggiore"

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“Le dichiarazioni di solidarieta’ verso i lavoratori di Whirlpool del Ministro Patuanelli devono tradursi in atti concreti, altrimenti potrebbero apparire mera retorica e diventare motivo di frustrazione perfino peggiore”. Lo dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile dei settori auto e elettrodomestici.
“Le Istituzioni in linea di principio – prosegue Ficco – sono depositarie della sovranita’, sia pur ciascuna nell’ambito delle proprie competenze e nei limiti di vincoli internazionali sempre piu’ complessi e talvolta francamente discutibili. Per questo i politici, una volta che ricoprono incarichi istituzionali, non possono piu’ limitarsi a esprimere commenti e opinioni, se poi non assumono atti concreti e conseguenti. Noi abbiamo proposto di partire da alcune misure che furono varate in occasione della vertenza Electrolux del 2014 e che contribuirono a salvare l’altra grande fabbrica di lavatrici italiana, quella di Porcia, anch’essa all’epoca minacciata di chiusura. Ce la facemmo allora, facendo sinergia fra sindacato e Governo, ce la possiamo fare adesso.
Proponiamo di partire da qualcosa che ha gia’ funzionato in passato in un caso simile, anche per essere sicuri di ricorrere a strumenti che possano superare il vaglio di costituzionalita’ e di censura europea. Ma naturalmente restiamo aperti a qualsiasi altra soluzione di pari o di maggiore efficacia”.

“In ogni caso il Governo – conclude il sindacalista della Uilm – non puo’ limitarsi a dichiarare che vorrebbe intervenire ma non puo’, per via di una presunta assenza di leggi che lo consentano, giacche’ come noto possiede il potere di iniziativa legislativa, che spesso e’ stato utilizzato per far fronte a vertenze drammatiche. Nel caso di Whirlpool la necessita’ di un intervento deciso deriva anche dal fatto che la multinazionale sta violando un accordo firmato proprio al Ministero dello Sviluppo economico a fine 2018. Se il Governo non riuscisse a pretenderne il rispetto, dimostrerebbe una drammatica incapacita’ o un’assoluta impotenza e non c’e’ nulla di piu’ grave per le Istituzioni democratiche di rivelarsi impotenti”.