Violenza sulle donne, “codice rosso” è legge: revenge porn e sfregio del volto sono reati

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Mai piu’ ritardi di giustizia e nella protezione delle donne vittime di violenza. Il Codice rosso, il ddl voluto fortemente dai ministri della Giustizia e della Pubblica amministrazione, Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno, introduce una corsia preferenziale per le denunce, rende le indagini piu’ rapide e obbliga i pm ad ascoltare le vittime entro tre giorni. In pratica si accelera lo svolgimento delle indagini per evitare che le lentezze nell’acquisizione e nella iscrizione di notizie di reato possano pregiudicare la tempestivita’ degli interventi contro i reati di maltrattamenti, violenza sessuale, stalking, e di lesioni aggravate se commessi in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza. Un vero e proprio ‘Codice’ con bollino rosso, come nei Pronto soccorso degli ospedali, per i casi di violenza di genere. In questo modo si perviene nel piu’ breve tempo possibile all’adozione di provvedimenti protettivi o di non avvicinamento a tutela dell’incolumita’ fisica delle vittime evitando anche, nei casi piu’ gravi, che si arrivi a metterle in situazioni di pericolo di vita. Nel passaggio a Montecitorio, lo scorso aprile, il testo si e’ arricchito di una serie di norme antiviolenza nei confronti di donne e minori rispetto al provvedimento uscito a fine novembre dal Consiglio dei ministri. Tra le novita’, il nuovo reato che punisce con 14 anni di reclusione chi sfregia una donna. E il revenge porn, il carcere per chi diffonde per vendetta video o foto a sfondo sessuale senza il consenso del partner.