Taranto, saltano le misure previste per oltre duemila lavoratori a rischio

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Inserite entrambi inizialmente nel decreto “Milleproroghe”, adesso sono rinviate probabilmente al decreto legge sul “Cantiere Taranto” perche’ prima si deve trovare la copertura finanziariaria. Lo annunciano fonti sindacali. Allo stato, infatti, mancano le risorse per due misure molto attese da oltre 2mila lavoratori di Taranto. Una e’ la proroga per il 2020 dell’integrazione salariale al 10 per cento per i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria in cassa integrazione, l’altra, invece, e’ la proroga per il 2020 e il 2021 dell’Agenzia per il lavoro portuale che ha il compito di assicurare l’indennita’ di mancato avviamento per i lavoratori disoccupati e favorirne il reimpiego. Misure posticipate al 2020, con la differenza che il “Milleproroghe” e’ gia’ da qualche giorno in “Gazzetta Ufficiale” e ora deve cominciare l’iter di conversione in legge da parte del Parlamento, mentre il decreto sul “Cantiere Taranto”, annunciato entro la fine del 2019, ribadito in piu’ occasioni dal premier Giuseppe Conte, in realta’ e’ slittato a gennaio. Questo sia per l’esigenza di calibrare meglio gli interventi previsti (sanita’, bonifiche ambientali, Universita’, riqualificazione urbana, sgravi per le assunzioni degli ex Ilva ed altro ancora), sia per una questione – anche qui – di copertura della spesa.