Taglio cuneo fiscale, arriva il decreto del Governo

In vigore da luglio: circa 2,9 miliardi alleggeriranno le buste paga ai lavoratori dipendenti che guadagnino fino a 40mila euro

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Arriva il decreto per rendere effettivo, da luglio, il taglio del cuneo fiscale. E si prova ad “accelerare il più possibile” il decreto per Taranto, mentre un vertice notturno viene convocato per fare il punto sulla trattativa con Mittal sull’ex Ilva. Ecco le mosse del premier Giuseppe Conte, a tre giorni dalle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria.

In un Consiglio dei ministri notturno arriva il decreto che dà attuazione alla manovra e dà un segnale ai lavoratori dipendenti allargando il bonus degli 80 euro anche a chi prima non li prendeva. Circa 2,9 miliardi alleggeriranno le buste paga ai lavoratori dipendenti che guadagnino fino a 40mila euro, con sistema progressivo che darà fino a un massimo di 600 euro, da luglio a dicembre, a chi guadagna fino a 28mila euro. Una misura “sperimentale” per il 2020: per il 2021 sono stanziati 5 miliardi ma si studia una più complessiva riforma dell’Irpef.

“Dall’ 1 luglio le buste paga di milioni di italiani saranno piu’ pesanti e continueranno a esserlo anche dopo. E’ il primo passo importante ma che deve essere seguito da ulteriori misure. C’è chi parla e chi fa i fatti”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ospite di Agorà su Rai3.

“Il taglio del cuneo fiscale potrebbe dare un impulso rilevante ai consumi, pari a circa 3 miliardi di euro in piu’ all’anno”. E’ quanto emerge dalle stime elaborate da CER per Confesercenti. “Per rendere permanenti questi impulsi e per aumentarne auspicabilmente le dimensioni occorre però andare oltre, approntando una riforma complessiva del sistema fiscale nel nostro Paese – sottolinea Confesercenti -. L’intervento IRPEF in via di attuazione ha infatti l’indubbio pregio della certezza e della immediata fruibilita’, come gia’ fu per il Bonus del 2014, di cui si replicano di fatto le modalita’ di erogazione. Resta escluso, pero’, il mondo del lavoro autonomo, che si vede anzi sottrarre risorse gia’ stanziate: la stretta alla flat tax contenuta nell’ultima legge di bilancio ha infatti tagliato circa 1,6 miliardi di euro di benefici fiscali ai lavoratori autonomi. Risorse sufficienti per riconoscere a piccoli imprenditori, professionisti e partite iva fino a 35 mila euro di reddito il nuovo bonus fiscale, coinvolgendo 1,4 milioni di soggetti”.

“Il taglio del cuneo fiscale dara’ un contributo anche alla crescita dell’economia, ma l’esclusione dei lavoratori autonomi dal bonus rimane inaccettabile – spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti -. L’articolo 53 della Costituzione dice che ognuno deve concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacita’ contributiva. Non si capisce dunque perche’, a parita’ di capacita’, l’onere del fisco debba variare in base alla tipologia di lavoro. E non si usi la scusa dell’evasione, un fenomeno da combattere con forza, non da utilizzare come giustificazione per un diverso trattamento fiscale degli autonomi”.