Quota 100, si lavora per nuove “finestre” di dipendenti beneficiari

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A pochi giorni dall’approvazione della manovra restano ancora incerte le misure in campo previdenziale ma e’ probabile che piccoli ritocchi a Quota 100 si facciano. L’ipotesi di allungamento delle attuali finestre di uscita di tre mesi (al momento sono di tre mesi per i lavoratori privati e di sei mesi per i pubblici) e’ stata smentita informalmente dal ministero del Lavoro facendo sapere che “al momento non esiste” ma e’ possibile che si trovi un accordo nella maggioranza per una modifica “soft”. L’allungamento di tre mesi per l’uscita con Quota 100 dovrebbe valere circa 500 milioni di risparmi nel 2020 (circa un miliardo nel 2021). E’ possibile che si trovi un’intesa sulla “salvaguardia” di coloro che maturano i requisiti nel 2019 e dovrebbero uscire nel 2020 proprio grazie alle finestre attuali. Per chi ad esempio matura il mix 62 anni di eta’ e 38 di contributi il 31 dicembre 2019 la finestra dovrebbe restare di tre mesi con l’uscita a fine marzo. Ma per chi matura i requisiti per Quota 100 il primo gennaio 2020 la finestra dovrebbe allungarsi fino al primo luglio per i privati e fino al primo ottobre per i pubblici. Restano aperti tutti gli altri temi, a partire dalla rivalutazione delle pensioni chiesta con insistenza da Cgil, Cisl e Uil, fino all’introduzione di un’uscita piu’ flessibile per le donne penalizzate in questi anni dalle riforme previdenziali e poco coinvolte dalle nuove possibilita’ di uscita per mancanza dei contributi necessari. Al momento appare difficile invece che le nuove finestre si introducano anche per chi esce con la pensione anticipata solo contributiva (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne) perche’ si avrebbe un peggioramento rispetto ai cinque mesi di aumento dei contributi legati all’aspettativa di vita che sarebbero dovuti scattare nel 2019. Domani e’ probabile ci sia un nuovo incontro tecnico al Ministero dell’economia con i sindacati. Si studiano modifiche anche alle norme sul reddito di cittadinanza per contrastare “i furbetti” e favorire l’effettivo ingresso al lavoro. In particolare si studia la possibile sospensione solo temporanea del reddito per coloro che accettano contratti di lavoro fino a tre mesi ma anche meccanismi per stanare chi non si presenta ai colloqui. Sul tavolo del Governo sempre in materia di lavoro c’e’ la questione dei rider. E’ stato raggiunto nei giorni scorsi un accordo nella maggioranza per dare maggiori tutele ai rider ma Assodelivery, l’associazione che rappresenta le aziende che utilizzano i ciclofattorini, sottolinea che le nuove norme ridurranno la flessibilita’ e faranno diminuire i compensi dei rider.