Pubblica Amministrazione, la ministra Dadone: “Non solo soldi per premiare il merito”

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Non solo soldi per premiare i dipendenti pubblici con ruoli di responsabilità che si distinguono nel lavoro. Il riconoscimento può anche avvenire tramite anche altri canali. L’indicazione è nelle nuove linee guida per la misurazione delle performance, cosiddette pagelle. “E’ importante non puntare soltanto sul premio di carattere monetario. Anzi, spesso l’autostima e il senso di appartenenza del dipendente pubblico si rafforzano più con altre forme”, con “meccanismi premiali reputazionali, di coaching e mentoring interno”, spiega sui social la ministra Fabiana Dadone.

Non a caso nel documento sulle linee guida si legge: “la pratica organizzativa restituisce la fotografia di una generale ‘neutralizzazione’ degli incentivi monetari quale strumento di valorizzazione del merito in quanto da un lato il trattamento accessorio, in linea con quanto già evidenziato sulla differenziazione dei giudizi, viene percepito come parte integrante della retribuzione del dipendente pubblico, dall’altro, le risorse destinate al Fondo e all’erogazione della premialità da parte delle amministrazioni sono in molti casi realmente esigue”.

Ecco che, si suggerisce, appare “fondamentale affiancare ai tradizionali meccanismi di rewarding non solo strumenti di incentivazione non monetaria, ma soprattutto una più efficace attivazione delle altre leve organizzative disponibili, utili a creare quell’orientamento allo sviluppo e alla valorizzazione del singolo dipendente che di per sé costituiscono un elemento motivante per i dipendenti pubblici”. A riguardo, viene rimarcato, “risulta fondamentale rinforzare il legame tra esiti della valutazione e attribuzione di incarichi (dirigenziali e di posizione organizzativa) nonché attivazione di percorsi formativi e di sviluppo ad hoc per il singolo valutato”. Allo stesso tempo, “si potrebbe prevedere l’introduzione di forme ulteriori di rewarding per chi ha contribuito maggiormente al miglioramento della performance dell’amministrazione quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: attivitàdi coaching e di mentoring individuale piuttosto che percorsi formativi di riconosciuta qualità, orientati allo sviluppo e alla crescita professionale del dipendente; riconoscimenti a livello reputazionale all’interno dell’organizzazione per i ‘best performer’ (ad esempio, individuazione del ‘miglior dipendente del mese’)”.