Patuanelli: “Potenzieremo gli incentivi per gli investimenti”

Le parole del ministro dello Sviluppo Economico al Sole 24 Ore sui 3,6 miliardi preventivati per fronteggiare le conseguenze economiche dell'emergenza coronavirus

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“Sulla carta potrebbe non esserci mai una cifra sufficiente, dire con certezza servono 3-5-10-30 miliardi in questo momento è difficile. Già i dati macroeconomici di un mese fa evidenziavano la necessità di intervenire a sostegno dell’economia reale, ora con gli effetti del coronavirus si impone uno sforzo ben maggiore e tutte le risorse che stanzieremo in modo diretto o negoziando con la Commissione vanno messe su questa emergenza”. Cos’ il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, in un’intervista al Sole 24 Ore, risponde alla domanda se basteranno i 3,6 miliardi preventivati dal ministero dell’Economia per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus. Tra le misure allo studio ecobonus al 100%, ampliamento degli incentivi 4.0, nuova rottamazione auto, “reshoring” delle imprese, uno sconto diretto alle imprese danneggiate mediante anticipi di liquidita’, repowering degli impianti rinnovabili già esistenti e una legge speciale per cantierizzare immediatamente gli investimenti, sul modello Genova.

“Innanzitutto dobbiamo evitare sovrapposizioni, potenziando ove necessario le misure che già esistono – spiega Patuanelli parlando delle misure a cui sta lavorando il Mise -. Penso ad esempio a Transizione 4.0, il piano che ha aggiornato Impresa 4.0. Valutiamo se aumentare le soglie di investimenti incentivabili con il credito di imposta o le percentuali di beneficio fiscale. Inoltre questa crisi può essere l’occasione per stanziare definitivamente le risorse per rendere gli incentivi triennali, dopo che la manovra aveva stabilito un primo impegno su questo punto”.

Il ministro parla anche dell’automotive, che “è al centro di una transizione complessa che va supportata. Bisogna pensare a degli strumenti di rottamazione anche per l’acquisto di auto non elettriche. Dobbiamo partire da un dato: abbiamo un parco auto fatto per il 62% di auto da Euro 4 in giù, macchine che hanno almeno 10 anni. E il 32% sono Euro 3. Abbiamo bisogno di una nuova rottamazione per migliorare i livelli di emissioni e per dare un po’ di ossigeno al settore. E lo stesso discorso vale per le moto e il comparto delle due ruote – prosegue Patuanelli -. Dopodichè, per quanto riguarda l’auto elettrica, dobbiamo incentivare la realizzazione delle infrastrutture elettriche e le colonnine di ricarica, con una sburocratizzazione profonda”.