Nodo sottosegretari: Conte accelera, ma i tempi si allungano

Il premier vorrebbe definire la lista già oggi, ma Pd e M5S hanno scelto due sistemi diversi per la selezione dei candidati

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“Sarebbe buono riuscire a completare per poter partire e essere quanto prima attivi”. La richiesta del premier Giuseppe Conte da Bruxelles per chiudere sui sottosegretari già oggi, nonostante l’impegno dei partiti a stringere, potrebbe non essere esaudita. Fonti di governo fanno sapere che “non c’è conflittualità” ma che la definizione della squadra è “complessa” anche perché Pd e M5S hanno scelto due sistemi diversi per la selezione dei candidati. E ci sono alcuni fattori, come la rappresentanza del Sud e le donne, che vanno a complicare ulteriormente l’incastro.

Per il Pd stanno seguendo la partita Dario Franceschini e Andrea Orlando per aggiustare pesi e contrappesi sui circa 18 posti a disposizione nel sottogoverno (2 dovrebbero spettare a Leu) tenendo conto degli equilibri interni ai dem. Dall’area ‘renziana’, per dire, ieri si davano 7 nomi in “buona posizione” (Ascani, Marattin, Cociancich, Fiano, Malpezzi, Margiotta, Dario Stefano). E alla Camera si sono visti circa 60 parlamentari di Base riformista, l’area che fa capo a Luca Lotti e al neoministro Lorenzo Guerini, per fare il punto. Non sui sottosegretari, si specifica, ma il tema comunque attraversa le varie componenti dem.

(adnkronos.it)