Migranti, Richard Gere: Vorrei incontrare Salvini, fare leva sulla paura è cattiva politica

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“Se il vostro ministro spendesse del tempo con quelle persone, ascoltasse le loro storie, i loro traumi familiari, cambierebbe la sua visione. Lui fa di un’emergenza umana un caso politico. Ma è cattiva politica. Ho ammirato invece il ministro della Difesa Elisabetta Trenta: lei questo caso non può separarlo dalla sua coscienza”. Lo dichiara l’attore americano Richard Gere in un’intervista al Corriere della Sera riguarda la vicenda Open Arms, su cui l’attore è salito a bordo. Gere si trovava in vacanza in Toscana quando ha telefonato a Riccardo Gatti, il capo missione della Open Arms al largo di Lampedusa. “I problemi sono due. Il primo è immediato. Ci sono persone che affogano in mare. L’altro riguarda coloro che scappano dalla guerra, dalle case in fiamme, cercando rifugio in Occidente. Poi scoprono che la legge va contro le loro aspettative e vengono rispediti nelle case che bruciano, da dove erano partiti”, spiega Gere ricordando che si tratta di una sfida: ” Può essere risolta se ci si siede al tavolo e si discute con raziocinio e generosità. Non è un problema soltanto dell’Italia, ma della Spagna, della Grecia, di tutta Europa. L’Occidente ha grandi responsabilità, che affondano anche nel passato, su questa tragedia. Avete sentito il Papa? Non sono numeri ma hanno volti, nomi, storie. Io, le ho ascoltate”. E alla domanda se ‘volesse conoscere Salvini”, l’attore risponde: “Sì, e sono sicuro che non è come si presenta in pubblico. Avrà una famiglia, figli, genitori. Vede la politica come un pretesto per aumentare il consenso. La vita può essere semplice, se sei onesto e parli con il cuore”.

Allo stesso vicepremier, che lo ha invitato a portarsi a casa a Hollywood i rifugiati, l’attore risponde: “La cosa più importante è essere lì con loro, e di fronte alle emergenze assumere decisioni immediate. Abbiamo avuto difficoltà a trovare un pescatore che ci portasse dove era il barcone, temevano rappresaglie politiche visto il clima ostile che si è creato. Poi un ragazzo coraggioso ci ha aiutati e sono salito a bordo. Sono stato uno di loro”.E sulla comandante della Sea Watch Carola l’attore aggiunge: “Non conosco i dettagli di questa vicenda, ma se un essere umano si adopera per salvare delle vite umane, e non arreca danno, lo considero un eroe, un angelo”. “Il mondo ha gli stessi problemi – continua l’attore americano – Noi abbiamo rifugiati da molti Paesi dell’America centrale. Il ministro dell’Interno ha la stessa mentalità del presidente Trump. Infatti io Salvini lo chiamo Baby Trump. Usa la stessa ignoranza in senso radicale, fanno leva su paura e odio. Dobbiamo fermare Trump”.