Manovra: sì a mini-rivalutazione pensioni, bonus figli e sugar tax

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Manovra, il punto di partenza è lo stop all’aumento dell’Iva. Per quello è nata l’alleanza fra Pd e M5s e su quello si basa la manovra, che gli dedica 23 dei 30 miliardi a disposizione. Altri punti caratterizzanti del bilancio sono lo stop al superticket sanitario, il taglio del cuneo fiscale e il cashback, che permette a chi paga con carta di vedersi restituire una parte delle spese. I dettagli di questi ultimi due punti sono ancora da definire. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha assicurato che l’intervento sul cuneo porterà 40 euro in più al mese nelle buste paga. Mentre il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa, ha spiegato che il cashback prevede una restituzione di circa il 2% della spesa entro un mese. Intanto sono arrivate le istruzioni sulla lotteria degli scontrini: i commercianti comunicheranno i dati con i nuovi registratori telematici o una procedura web, mentre i consumatori dovranno richiedere un apposito codice.

Il capitolo tasse è quello che ha creato più frizioni in maggioranza. Sono sopravvissute la plastic tax da un euro al chilo per gli imballaggi e i contenitori, escluse però le sigarette, e la sugar tax sulle bevande. A gennaio scatterà la web tax sulle grandi società che operano on line: il governo stima di recuperare circa 700 milioni di euro all’anno. Fra le nuove arrivate c’è la tassa sulle cartine e sui filtri delle sigarette ‘fai da te’, che nell’ultima bozza è scesa da 0,005 euro a 0,0036 euro il pezzo contenuto in ciascuna confezione.

Oltre al vizio del fumo è tassato anche quello del gioco. Si dovrà pagare una micro-tassa sulle piccole vincite alle videolotteries, le macchinette che si trovano nelle sale giochi, mentre da maggio aumenterà al 15% la ritenuta per le vincite sopra i 500 euro. Da marzo salirà, sempre al 15%, il prelievo anche per Gratta e Vinci, Superenalotto, lotterie nazionali e WinForLife. Nuove tasse anche per le auto aziendali, che hanno scatenato polemiche. La norma interviene sulle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti. Oggi, solo il 30% del valore del benefit concorre alla formazione del reddito mentre a partire dal prossimo la quota passerà al 100 per cento. Ma non toccherà «le aziende più grosse» né le auto «ibride ed elettriche».