Manovra, proposta di ammortizzatori per i professionisti delle casse private

180

Ammortizzatori sociali anche per i professionisti iscritti alle casse private: anche il ministero del Lavoro sta esaminando gli emendamenti alla manovra che puntano ad introdurli per le partite Iva e i lavoratori autonomi. Dal ministero, quindi, potrebbe arrivare una proposta di riformulazione per fare in modo che il nuovo strumento coinvolga anche i professionisti iscritti alle casse private, con particolare attenzione ai giovani che si approcciano alle professioni. La proposta, si ricorda, faceva già parte della bozza di riforma degli ammortizzatori elaborata dalla commissione ad hoc nominata dal ministro Catalfo.

Ci sono tre nodi anche quattro che provocano lo stallo della manovra. I lavori in commissione Bilancio a Montecitorio vanno avanti, ma senza entrare nel vivo. Tanto che è stato chiesto al presidente della Camera, Roberto Fico, «più tempo» per chiudere l’esame. A rallentare c’è uno scontro, nemmeno sottotraccia, fra Pd e M5s. Le distanze si misurano su superbonus, incentivi al settore autocannabis. E, ultimi arrivati, sugli aiuti agli autonomi. Tanto che un dirigente del Nazareno parla di una forte irritazione per l’uscita di Luigi Di Maio sull’anno bianco, per esentarli dal pagamento dei contributi, nel 2021.

I dem sono contrariati per due motivi: primo, perché la maggioranza era già al lavoro su un aiuto al settore, con l’introduzione di un ammortizzatore sociale, e poi perché la proposta del ministro degli Esteri sarebbe analoga a quella delle opposizioni. Ma, soprattutto, il Pd è infastidito dal continuo rilancio degli alleati. Le risorse a disposizione sono limitate, è il ragionamento dem, bisogna prenderne atto e farsene una ragione.

Sulla cassa integrazione per gli autonomi, «una sintesi raggiunta in maggioranza nella commissione Lavoro», ha spiegato Camillo D’Alessandro (Iv) «prevede la costituzione di un fondo per finanziarlo» che può essere incrementato, in modo da «evitare, come determinato da altri emendamenti depositati, che si autofinanzi con le sole trattenute ai lavoratori dipendenti». Sul tema sta lavorando anche il ministero del Lavoro, che sta pensando ad una proposta di riformulazione per fare in modo che il nuovo strumento coinvolga anche i professionisti iscritti alle casse private, con particolare attenzione ai giovani che si approcciano alle professioni.