Manovra, l’Abi non ci sta: “Chiesti altri sacrifici alle banche”

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“Il mondo bancario risulta ancora una volta uno dei settori maggiormente chiamati alla contribuzione alla manovra di fine anno, attraverso disposizioni che, come avvenuto già in occasione della manovra di bilancio 2019, drenano liquidità in maniera consistente e rappresentano un ulteriore sacrificio per le banche, con impatti sul loro ruolo di sostegno all’economia, a famiglie e imprese”. Così il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini in audizione davanti le commissioni Bilancio riunite al Senato sulla manovra.

“Per ridare slancio alla crescita e stimolare gli investimenti delle imprese è dunque necessario rafforzare il clima di fiducia e di certezza sulle scelte di politica economica”, ha detto ancora Sabatini aggiungendo: “E’ auspicabile che nel dibattito parlamentare e nel confronto con le istituzioni europee prevalgano equilibrio e realismo – tenuto conto della necessità di mantenere in ordine i conti pubblici del nostro Paese – per favorire e sostenere una stabile ripresa economica, incentivando i fattori produttivi e l’occupazione”.