“La revoca ad Autostrade non costerà 23 miliardi”

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La revoca delle concessioni ad Autostrade, subito. La battaglia su Autostrade non conosce tregua e Luigi di Maio torna all’attacco già in vista della ripresa della discussione sulle concessioni a gennaio quando il governo affronterà il nodo della modifica delle regole previsto da una norma inserita nel decreto Milleproroghe, approvato salvo intese il 21 dicembre. Intanto i contatti tra il ministero dei Trasporti ed i concessionari vanno avanti con Autostrade che al termine di un incontro ha annunciato la proroga della sospensione dell’aumento dello 0,81% dei pedaggi prevista per il 2019 e già sospesa e agevolazioni tariffarie nelle zone di maggiore criticità. «Nel 2020, una delle prime cose da inserire nella nuova agenda di governo dovrà essere la revoca delle concessioni ad Autostrade, con l’affidamento ad Anas e il conseguente abbassamento dei pedaggi autostradali», gioca d’anticipo il leader M5S su facebook . «Le famiglie delle vittime del Ponte Morandi aspettano una risposta. E noi gliela daremo. Non solo a loro, ma a tutto il Paese» . Non solo dice ancora Di Maio: « che la revoca costi 23 miliardi, è »una enorme sciocchezza«, »una vera e propria montatura alimentata anche da tv e giornali che pur di screditare il M5S farebbero di tutto«. Oggi però uno studio della società di analisi Brattle esamina il sistema delle concessioni nei tre paesi europei che hanno un sistema simile a quello italiano ed un simile sistema di calcolo degli indennizzi: Francia, Spagna e Portogallo. Dallo studio che prende in considerazione recesso, revoca e risoluzione ed esamina anche il sistema delle concessioni per altre società italiane che sono gestori di rete e infrastrutture come Adr, Enel e Terna, emerge che generalmente l’ eventuale indennizzo è valutato sul valore di mercato dei beni, un valore che può essere determinato o sui flussi di cassa o con un’asta e non sul valore dell’ammortamento dei beni. La disputa continua. Ma il governatore della Liguria Toti denuncia l’eccesso di litigiosità nel governo sulla questione: »la gazzarra tra ministri con opinioni diverse, maggioranza politica, ritiro della concessione o non ritiro della concessione ha di fatto paralizzato ogni tipo di dialogo«, dice chiedendo subito un piano di emergenza e un intervento straordinario più strutturato per le autostrade della Liguria dove anche oggi si sono registrate code chilometriche. Aspi si è però impegnata nel corso di un incontro dedicato »alle criticità della rete, con specifico riferimento alla Liguria, alle Marche e all’Abruzzo«, a valutare agevolazioni tariffarie per gli utenti per compensare i disagi. Nel frattempo il Mit ha chiesto ai concessionari anche una mappatura delle barriere acustiche presenti con la rete. In attesa dei prossimi sviluppi oggi i titoli del settore hanno tirato un sospiro di sollievo con Atlantia in ripresa (+0,9%) e gli altri concessionari autostradali positivi con Astm (+0,43%), Autostrade Meridionali (+1,31%) e Sias (+0,2%).