Istruzione, bufera sulla neoministra Azzolina: “Ha copiato la tesi”

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È polemica sulla neoministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che secondo un articolo della Repubblica avrebbe copiato parti della sua tesi per la laurea di specializzazione conseguita nel 2009 all’università di Pisa. Dalla Lega si alza un coro unanime per chiederne le dimissioni, con Salvini che attacca: «Fare peggio del ministro Fioramonti sembrava impossibile. E invece Azzolina ci stupisce: si vergogni e vada a casa».

La diretta interessata, ad Auschwitz per accompagnare gli studenti durante il Viaggio della Memoria, in un primo momento evita di replicare, ma in serata risponde: «Non è una tesi e non c’è stato nessun plagio. Salvini? Non ha mai studiato in vita sua». Tutto nasce dall’articolo in cui si sostiene che Azzolina abbia attinto informazioni per la sua tesi da numerosi manuali senza citarli, neanche nella bibliografia. In particolare si dà conto di almeno quattro estratti, di cui si sottolinea la coincidenza con gli originali. La tesi contestata, 41 pagine intitolate «Un caso di ritardo lieve associato a disturbi depressivi», è stata realizzata in conclusione degli studi presso la Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario della Toscana. L’alzata di scudi contro il neoministro parte dal senatore leghista, Alberto Bagnai. «Ora facciamo come la Germania, dove Guttenberg, nel 2011, si dimise», scrive su Twitter. E, rivolgendosi ai 5s, continua: «Avete vilipeso il vostro Paese dipingendolo come un focolaio di corruzione? Ora seguite i vostri modelli». A fargli eco è la deputata, sempre della Lega, Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera. «Chiederemo al ministro Azzolina di venire subito in Aula a riferire e di rassegnare immediate dimissioni, come già in passato hanno fatto i suoi omologhi in altri Paesi, perché gli italiani e il mondo della scuola meritano rispetto e verità». Quindi interviene Salvini: «Un ministro così non ha diritto di dare (e fare) lezioni».

La replica della ministra, da Cracovia, arriva in serata: «Non fatevi prendere in giro, non é né una tesi di laurea, né un plagio. Ho sentito tantissime sciocchezze in queste ore, d’altra parte non mi stupisce che Salvini non sappia distinguere una tesi di laurea da una relazione di fine tirocinio Ssis (Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario): non ha mai studiato in vita sua e sarebbe strano se le distinguesse». Resta un rammarico. «L’unica cosa che mi dispiace è parlarne qui dal viaggio della memoria ad Auschwitz», dice Azzolina. «D’altra parte – aggiunge, con una stilettata finale – l’anno scorso il ministro leghista Bussetti non si è presentato, e a maggior ragione era importante che io fossi qui oggi». Il caso Azzolina richiama alla mente quello di Marianna Madia. Nel 2017, quando era ministro per la Pubblica Amministrazione, fu accusata di aver copiato la tesi di dottorato. Per questo l’allora deputato M5s Danilo Toninelli ne chiese le dimissioni. Successivamente una commissione di saggi, incaricata dalla scuola IMT Alti Studi di Lucca, verificò e validò il grado di originalità della tesi chiudendo definitivamente il caso.