Incontro Trump-Mattarella alla Casa Bianca: dazi, Nato e Siria i nodi

Il presidente Usa: "Non possiamo perdere la guerra dei dazi con l'Europa a causa dello squilibrio della bilancia commerciale"

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“La nostra e’ un’amicizia profonda e di comune interesse, comprovata dalla presenza di tante persone di origini italiane qui. Vorrei riprendere il riferimento alla figura di Cristoforo Colombo, una personalità che ha aperto gli orizzonti. E a giudicare dalla posizione dell’America nel mondo possiamo dire abbia fatto un buon lavoro”. Cosi’ il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha iniziato il suo intervento durante la conferenza stampa alla Casa Bianca dopo l’incontro con Donald Trump.

Ricevuto dal Presidente statunitense, nella prima giornata della sua missione americana, il capo dello Stato ha sottolineato la storica amicizia tra i due Paesi: “Non siamo solo alleati, ci vediamo come due Paesi che possono percorrere lo stesso cammino democratico. Siamo uniti, Italia, Stati Uniti ed Europa per la cultura che ci accomuna e per i rapporti umani tra i nostri concittadini”.

La figura di Cristoforo Colombo è stata ripresa, in apertura, anche dal presidente statunitense che ha detto: “L’Italia e l’America condividono una grande tradizione e il Columbus Day è il giorno che lo testimonia. A qualcuno non piace, a me sì”, ha detto Trump. Che ha aggiunto: “I rapporti tra Italia e Stati Uniti sono ottimi, non sono mai stati cosi’ buoni”. Salvo poi attaccare su due fronti.

Il primo sui pagamenti della NATO. “Il problema e’ che l’Italia sta pagando solo l’1,1% del proprio PIL, invece del 2%. Solo 8 dei 28 Paesi stanno pagando il 2% ed e’ qualcosa che dobbiamo sistemare”, ha spiegato Trump, a cui Mattarella ha risposto ricordando che “la Nato rappresenta una comunità di valori a cui l’Italia crede convintamente” e che l’Italia “contribuisce attivamente e in maniera intensa alle attivita’ dell’alleanza”.

In particolare, ha evidenziato il capo dello Stato, “l’Italia resta, oltre che il quinto contributore economico della NATO, anche il secondo contributore dopo gli USA per il numero di militari inviati nelle missioni militari”. Il secondo nodo nell’incontro tra Mattarella e Trump è sul tema dei dazi commerciali. Introdotti a seguito del via libera da parte del WTO, che di recente si espresso contro i Paesi dell’area UE per i sussidi offerti nel corso degli anni ad Airbus, dal 18 ottobre colpiranno tra gli altri il parmigiano reggiano e altri prodotti del Made in Italy. “Gli Stati Uniti non possono perdere la guerra dei dazi con l’Europa a causa dello squilibrio della bilancia commerciale” ha ricordato Trump.

“Accogliamo l’invito dell’Italia di cercare un accordo assieme all’Unione Europea sul tema del deficit commerciale – ha continuato il presidente degli USA -. Potrei risolverlo ora, ma sarebbe troppo pesante. Non voglio essere duro”. Già in mattinata, durante il primo incontro allo Studio Ovale, Trump aveva ricordato come la decisione del WTO nei confronti della comunità europea “fosse giusta” e che per questo Europa e America “siano gia’ alla pari”. Dal canto suo, pero’, il presidente Mattarella aveva augurato che fosse possibile “trovare un metodo di confronto collaborativo che eviti una spirale di ritorsioni. Bisogna cercarlo subito”.

L’Europa, aveva proseguito Mattarella, “deve evitare ritorsioni sui dazi, dopo il verdetto della World Trade Organization. La decisione del WTO sulla Boeing tra qualche mese portera’ a una reazione sul tema dei dazi e poi a cercare un punto di incontro.
Tanto vale cercarlo subito”. E durante la conferenza stampa ha poi evidenziato: “Una guerra dei dazi e’ controproducente per tutti”.

Tra gli argomenti più caldi, la crisi siriana. “Me ne voglio semplicemente andare dal Medio Oriente”, ha detto Donald Trump in conferenza stampa. “Le persone americane in Carolina del Nord vogliono risposte sull’Obamacare e sulle tasse, non sulle truppe americane nel medio-oriente”, ha proseguito il presidente rispondendo alle critiche rivolte dal senatore repubblicano Lindsey Graham. “Non voglio essere coinvolto in una guerra tra Turchia e Siria. Lo ripeto, i curdi non sono angeli”, ha concluso Trump. Se il presidente USA ha annunciato nuove sanzioni contro la Turchia per la decisione di invadere la Siria, Mattarella ha detto: “Non sono qui per dare giudizi, ma per esprimere la posizione dell’Italia”.
E ha aggiunto: “Le sanzioni non sono una soluzione, anche se possono diventare necessarie. La soluzione e’ lo stop a tutte le operazioni militari. L’Italia condanna l’operazione turca”. Una necessita’ che, in realta’, e’ stata condivisa da Trump. “Quando ho fatto campagna elettorale ho promesso che avrei riportato a casa i nostri ragazzi”, ha detto il presidente.