In corso il voto su Rousseau, dubbi sulla sicurezza. Varriale (Julie tv): «Piattaforma mai certificata»

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Il Movimento Cinque Stelle si appresta ad affidare le sorti del Paese alla sua piattaforma informatica Rousseau ed ha incaricato il notaio Valerio Tacchini nel certificare il voto. “Ecco che la prima vera falla di questo sistema emerge proprio sull’aspetto burocratico” sottolinea il giornalista e scrittore Livio Varriale. “Il Notaio può certificare solo ed esclusivamente l’esito del voto ed il numero dei votanti che hanno partecipato alla votazione, ma non può sapere se la piattaforma sia sicura in mancanza di una certificazione di una società terza con competenze informatiche. Il notaio può certificare, ma c’è bisogno di un tecnico, un informatico che dica se quel sistema funziona, rispetto i crismi, e sopratutto che non è attaccabile e modificabile rispetto alla volontà di chi vota”.

Varriale ricorda che “più volte la cronaca ha smentito la stabilità della piattaforma e la sua capacità di sostenere un elevato flusso di traffico. In queste ore sono tanti gli esperti informatici, impegnati nel mondo della cybersecurity, che stanno monitorando la stabilità del sistema. E finanche fosse tutto regolare, si dovrebbe calcolare anche il rischio di voto di scambio sulla base di una cessione volontaria del diritto di voto da parte di iscritti alla piattaforma, nei confronti di altri soggetti non autorizzati al voto perché respinti in fase di registrazione oppure non iscritti”.