Il Cura Italia potrebbe arrivare fino a 75 miliardi

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Il doppio se non il triplo del Cura Italia. Il valore del decreto aprile potrebbe arrivare fino a 75 miliardi e ad indicarne la portata e’ direttamente il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, fautore di una delle misure che, assicura, ne saranno il cuore: gli indennizzi a fondo perduto alle piccole e medie imprese messe in ginocchio dal lockdown. Si sta studiando anche come compensare i crediti e i debiti della Pa che gli industriali vorrebbero nel decreto ma che – ha spiegato il ministro – “stiamo studiando i dettagli per realizzarla”. In un faccia a faccia a Che tempo che fa con il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, il primo tra un esponente di governo e il prossimo numero uno degli industriali, il ministro ha fatto il punto sulla situazione “drammatica” dell’economia del Paese, flagellato dal coronavirus, e ha assicurato che sulla ripartenza si sta lavorando con il massimo senso di responsabilita’, nella consapevolezza che “anche il tema economico puo’ portare a problemi sociali e di sicurezza”. Per questo va affrontato con la stessa attenzione dell’emergenza sanitaria, ha spiegato Patuanelli, trovandosi sostanzialmente sulla stessa linea di Bonomi. “Non c’e’ antagonismo salute contro lavoro”, ha sottolineato il presidente degli Assolombarda, che ora, al primo punto della sua agenda nazionale da Via dell’Astronomia, mette la necessita’ di “capire quale modello seguire per la riapertura”. Patuanelli ipotizza aperture mirate su settori e anche su singole regioni in particolare “nelle zone con un numero inferiore di persone positive e’ piu’ facile valutare la catena dei contatti”. Ma Bonomia incalza: le aperture sono un punto su cui l’Italia e’ in ritardo, lamenta, e su cui sarebbe forse stato utile sentire all’interno della task force guidata da Vittorio Colao anche la voce di almeno un imprenditore, visto che soprattutto di imprese si parla. “Sto sentendo molti colleghi, sono smarriti e impauriti, con i nostri collaboratori stiamo veramente soffrendo e sappiamo che molti non riapriranno piu'”, ha scandito Bonomi che lanciando il suo allarme ha anche presentato una richiesta, totalmente condivisa da Patuanelli. Lo Stato, ha spiegato, deve pagare i propri debiti alle imprese “o per lo meno bisogna dare la possibilita’ alle aziende di compensare con crediti”. L’imprenditore l’ha definita “un’opera di civilta’” necessaria, alzando la palla al ministro. Patuanelli l’ha colta al balzo, definendo “scandalosi” i ritardi della pubblica amministrazione. “Sono totalmente d’accordo, e’ giustissimo parlare di compensazione diretta”, ha detto, facendo riferimento soprattutto al settore dell’edilizia. “E’ la volta buona, dobbiamo assolutamente farlo. Ci stiamo lavorando”, ha assicurato, non specificando pero’ se la misura possa rientrare o meno in quello che sembra ormai un maxi-decreto atteso per fine mese.