Gualtieri: «La riforma fiscale si farà entro l’anno»

L'annuncio del ministro dell'Economia: «La riduzione del cuneo fiscale che partirà a luglio è il primo passo»

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La riforma fiscale si farà entro l’anno. Lo annuncia il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in occasione dell’evento Telefisco organizzato da Il Sole 24 Ore. “Ci siamo dati il 2020 – dice -. E’ una sfida necessaria perche’ siamo arrivati a un livello di affastellamento, scomposizione e complicazione che un aggiornamento appare necessario”. La strada, pero’, non passa dalla flat tax immaginata dalla Lega ma da un taglio dell’Irpef. La riduzione del cuneo fiscale che partira’ a luglio e’ il primo passo. Interessera’ 16 milioni di lavoratori dipendenti anche se il beneficio (100 euro) appare assolutamente modesto.
“Ci siamo dati quest’anno di tempo per impostare una riforma piu’ ampia – ha continuato il ministro -. Non possiamo fermarci alle buone intenzioni e alle parole, ne abbiamo avute tante negli scorsi anni e quindi invito a essere giudicati a partire dai fatti”. Il cantiere della riforma sara’ costruito all’insegna del “dialogo”. Un dialogo tra le forze politiche ma anche all’esterno del perimetro del governo e della maggioranza. “Ascolteremo con attenzione le posizioni, i suggerimenti che verranno dal mondo degli esperti e dalle categorie economiche e produttive e dagli studiosi e dagli esperti della materia” dice all’evento de il Sole 24 Ore.

L’attenzione e’ indispensabile perche’ il terreno e’ molto scivoloso. A cominciare, per esempio dalla riforma del catasto che, gestita male potrebbe apparire come l’aperitivo della patrimoniale di cui tanti parlano. Ecco perche’ bisogna “continuare a riflettere ma procedendo con grande cautela”. Di estimi catastali il ministro si e’ occupato anche davanti alla commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria sottolineando che il modello e’ lo stesso del 1939. E’ quindi “auspicabile proseguire nel confronto con gli operatori, con i Comuni e con il Parlamento perche’ le scelte tecniche hanno comunque un riverbero politico”.
La parola d’ordine e’ “semplificazione”. “Ho trovato una giungla di bonus, detrazioni e abbiamo avuto anche una scomposizione e differenziazione di diverse tipologie di tassazione su segmenti diversi di tipologie di reddito, abbiamo un sistema che ha raggiunto un livello di complicazione molto alto e che beneficerebbe molto di una significativa razionalizzazione”.

Quanto alle ipotesi circolate di una rimodulazione dell’Iva “non confermo perche’ stiamo ragionando e ci sono varie ipotesi. Esistono ragioni solide per chi pensa che una rimodulazione dell’Iva possa generare risorse aggiuntive per ridurre il carico fiscale”, ma “esistono anche altre ragioni che dicono il contrario”, ha spiegato, soddisfatto delle nomine dei nuovi vertici delle Agenzie fiscali: c’e’ il ritorno di Ernesto Maria Ruffini all’Agenzia delle Entrate, “una personalita’ dalle grandissime competenze”.
Inoltre, il governo e’ ottimista in merito al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica nel 2020, anzi ritiene che si possa fare meglio. “Siamo piuttosto ottimisti” sul quadro di finanza pubblica, ha detto il ministro, “i dati ci incoraggiano, abbiamo avuto anche modo di dissentire dal fondo monetario internazionale sulla previsione del 2,4% che non appare basata sui dati che noi abbiamo che anzi ci rendono particolarmente ottimisti sul raggiungimento dei nostri obiettivi di finanza pubblica per il 2020 e anche forse sulla possibilita’ di fare meglio”.