Giallo sulla lettera di risposta all’Ue: rabbia Di Maio, Tria smentisce

Il Mef ha smentito il contenuto di quanto scritto dai media e precisa: "Arriverà nei tempi previsti"

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Diventa un giallo la lettera di risposta dell’Italia alle richieste di revisione conti avanzate dalla Ue. Nel pomeriggio le agenzie di stampa fanno trapelare quanto il ministro Tria avrebbe scritto a Bruxelles, ossia nessun aumento dell’Iva e ipotesi di tagli alla spesa. Il vicepremier Di Maio si infuria e accusa la Lega di aver scritto quella lettera. E infine il Mef che smentisce il contenuto di quanto scritto dai media e precisa: “Arriverà nei tempi previsti”.

Il Mef smentisce nel modo più categorico le notizie di stampa che anticiperebbero i contenuti della lettera che il ministro Tria si prepara a inviare alla Commissione europea. Tali contenuti non corrispondono alla realtà. Come si potrà constatare quando si prenderà visione della lettera che sarà firmata dal ministro e inviata a Bruxelles”. Questo il contenuto della nota inviata dal Mef dopo che le agenzie di stampa avevano pubblicato gli stralci della presunta lettera inviata a Bruxelles. “Le stime presentate nel programma di Stabilità per l’Italia differiscono da quelle della Commissione. L’Italia stima che l’output gap nel 2019 sarà pari a -1,6 per cento e il tasso di crescita dell’economia sarà inferiore al potenziale. L’economia si trova dunque in una situazione di ‘congiuntura sfavorevole’ secondo la griglia del braccio preventivo del patto di Stabilita’ e Crescita (Psc)”. Sempre il Mef, in un’altra nota, precisa che la lettera “verrà inviata stasera entro i tempi previsti”.

“La bozza di lettera da inviare alla Commissione Europea è stata da poco ricevuta dal presidente Conte, che non l’ha quindi ancora approvata. Peraltro la versione che è stata anticipata dagli organi di informazione non è quella che in questo momento è in visione al presidente Conte”. Lo affermano fonti di Palazzo Chigi.

Le stesse fonti, sottolineano che “il Presidente del Consiglio ha appena sentito telefonicamente il ministro Tria e ha concordato con lui di sollecitare tutte le verifiche, anche giudiziali, affinché chi si è reso responsabile di tali fughe di notizie false sia chiamato alle conseguenti responsabilità. È bene rimarcare la gravità della diffusione di testi, peraltro in versioni non corrispondenti a quelle su cui il ministro Tria e il presidente Conte stanno lavorando”.
“È bene rimarcare la gravità” della diffusione di un testo diverso da quello su cui stanno lavorando Conte e Tria, “trattandosi di questioni particolarmente delicate che incidono su interessi fondamentali dello Stato, e che coinvolgono la delicata interlocuzione con le Istituzioni europee e che possono avere ricadute negative sui mercati”, aggiungono le stesse fonti.

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