Firmato il Decreto ristori: slitta il pagamento delle tasse, soldi ai lavoratori

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Arriva il decreto Ristori quater con una lunga seduta del Consiglio dei ministri iniziata nella tarda serata di ieri e conclusasi a notte inoltrata. Diversi i provvedimenti contenuti nella bozza del documento esaminata dal Governo.

RINVIO DELLE SCADENZE FISCALI. I contribuenti in ritardo con le rate delle cartelle esattoriali avranno tempo fino al primo marzo del 2021 per mettersi in regola. L’attuale scadenza per i versamenti delle rate, per evitare la decadenza dell’accordo raggiunto con il fisco, era fissata al 10 dicembre. Le dichiarazioni dei redditi e il versamento della seconda rata dell’acconto Irpef, Ires e Irap sono prorogati al 10 dicembre. La scadenza slitta ulteriormente, al 3 aprile, per i soggetti non Isa che hanno conseguito, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso, ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro. Inoltre le attività, per poter beneficiare della proroga, devono aver subito nei primi
sei mesi del 2020 una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Stop alle ganasce fiscali dal momento in cui si presenta la domanda per aderire al pagamento a rate dei debiti fiscali; nuove modalità di pagamento delle rate; stop all’avvio di nuove procedure esecutive fino all’eventuale rigetto o decadenza della dilazione. L’introduzione del federalismo fiscale viene rinviato al 2023.

AIUTI AI LAVORATORI DEL TURISMO. In arrivo un’indennità una tantum di 1.000 euro per
i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo. La norma interessa, in particolare, i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il primo gennaio
2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi.