Ex Ilva, stop agli emendamenti per il ripristino dello scudo penale

La commissione Bilancio della Camera li ha dichiarati inammissibili per estraneità di materia. Il ministro Provenzano: "Sul tavolo ci sono 5mila esuberi"

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Stop agli emendamenti al dl fiscale che chiedono di ripristinare lo scudo penale per ArcelorMittal nella realizzazione del piano per l’ex Ilva. La commissione Bilancio della Camera, secondo quanto si apprende, ha dichiarato inammissibili per estraneità di materia gli emendamenti presentati da Italia Viva e Forza Italia.

“L’ex Ilva non e’ solo Taranto, ma riguarda l’Italia. Tutta la filiera dell’acciaio, gli stabilimenti di Novi Ligure e di Genova. E Taranto non e’ solo l’Ilva. Dobbiamo accelerare gli interventi gia’ previsti e finanziati per lo sviluppo della citta’: le bonifiche, le misure per il quartiere Tamburi, il rilancio del porto velocizzando lo status di zona economica speciale che stabilisce incentivi economici per chi usa quell’attracco. Nel 2026 a Taranto ci sono i Giochi del Mediterraneo. Facciamoli diventare importanti come le Olimpiadi di Milano e Cortina”. Cosi’ il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, in un’intervista a la Repubblica. Quanto alla possibilita’ di reintrodurre lo scudo penale, dice: “Siamo disponibili a fare di tutto, come dice Conte, per togliere ogni alibi ad Arcelor. La vicenda e’ troppo importante per ridurla alla discussione interna di un gruppo parlamentare. Purtroppo sono stato al tavolo con l’azienda, abbiamo proposto di reintrodurre una tutela legale ma la risposta e’ stata: non e’ sufficiente. Sul tavolo oggi ci sono 5.000 esuberi”.

Per il ministro, comunque, “il nome e’ improprio. Chi inquina paga. Ma chi attua un piano ambientale non puo’ pagare per colpe passate o altrui. E’ un principio di civilta’”. Inoltre “sconsiglierei all’azienda di ridurre i rapporti con lo Stato italiano a una vicenda giudiziaria. Lo dico alla luce della presenza di Arcelor a Genova e Novi Ligure. Penso sia interesse dell’azienda dimostrare di voler mantenere una presenza in Europa, nella piu’ grande acciaieria del continente. La via giudiziaria e’ una sconfitta per tutti ma soprattutto per un player globale come Arcelor”. Se gli indiani andassero via “la chiusura di quello stabilimento costerebbe tantissimo: un punto di Pil e migliaia di posti di lavoro. Significherebbe cedere un pezzo di sovranita’ del nostro Paese. Percio’ lo Stato ha il dovere di assumersi delle responsabilita’. Ma lo scenario principale e’ riportare Arcelor Mittal al negoziato. Il resto lo vedremo”, chiosa il ministro.