Ex Ilva: disimpegno ArcelorMittal può valere lo 0,2% del pil italiano

È quanto si legge nella memoria dei legali dei commissari dell’azienda in amministrazione straordinaria

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Con la decisione del tribunale del Riesame di Taranto sull’altoforno 2 – che ha annullato l’obbligo di spegnimento – «è venuto meno il presupposto di gran parte delle argomentazioni» di ArcelorMittal per il disimpegno dall’Ilva. È quanto si legge nella memoria dei legali dei commissari dell’azienda in amministrazione straordinaria depositata nella tarda serata di lunedì 20 gennaio al tribunale civile di Milano, nell’ambito del procedimento che li vede contrapposti al colosso dell’acciaio.

ArcelorMittal, si ricorda nella memoria, infatti, aveva indicato il funzionamento dell’altoforno 2 (sotto sequestro per la morte di un operaio), insieme alla «protezione legale», come presupposti base per continuare a operare a Taranto.

I legali hanno anche scritto che «le conseguenze economiche attivate dall’inadempimento di ArcelorMittal», ossia «il fallimento del progetto di preservazione e rilancio dei rami d’azienda», porterebbero «ad un impatto economico pari ad una riduzione del Pil di 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil italiano».

(sole24ore.com)