Elezioni Europee, affluenza in aumento in tutti i Paesi

I dati non definitivi del Viminale dicono che fino alle 12 si è recato alle urne il 16,51% degli elettori rispetto al 16,53% del 2014

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Finalmente al voto. Si sono aperti ufficialmente alle 7, e resteranno aperti fino alle 23, i seggi per le elezioni europee in Italia (saremo gli ultimi a chiudere le operazioni di voto nel continente).  E alla rilevazione delle 12 regge l’affluenza: i dati non definitivi del Viminale dicono che si è recato alle urne il 16,51 per cento degli elettori rispetto al 16,53 per cento del 2014. Alle politiche del 2018 aveva votato il 19,4 per cento degli aventi diritto. Dopo una campagna elettorale durata mesi in cui si è litigato fino all’ultimo su tutto, parlando poco di Unione europea la parola è passata agli elettori  Sono quasi 51 milioni i cittadini chiamati a rinnovare il Parlamento europeo. L’Italia eleggerà 76 eurodeputati: 73 eletti si insedieranno subito mentre i restanti tre potranno farlo quando l’addio del Regno Unito all’Ue sarà giuridicamente effettivo.

Negli altri Paesi europei l’affluenza è in crescita. Come in Francia dove alle 17 aveva votato il 43% degli elettori. Anche in Danimarca il dato è in aumento del 4% e in Romania del 6%. In Polonia raddoppia passando dal 7 al 14%. In Spagna si conferma l’alta affluenza: alle 18 aveva votato il 48,54% degli aventi diritto, il 14,5% in più rispetto al 34,07% del 2014. Boom in Ungheria, dove alle 15 l’affluenza era pari al 30,52%, già più alta di quella complessiva di cinque anni fa. Anche in Estonia affluenza al 34%, in lieve aumento rispetto al 2014.

In Germania è in vantaggio, secondo i primi exit poll, la Cdu di Angela Merkel con il 27,5%, ma perde il 7,8%. L’Spd otterrebbe 15,6%, perdendo l’11,9%. Successo dei Verdi: arrivano al 20.5%, con un +9.8%, ben oltre le attese, e diventano il secondo partito. L’estrema destra dell’AfD sta al 10.5%, +3,4%.

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