Di Maio parla di Salvini e dice “quello lì”: ancora gelo nel Governo

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Lo chiama ‘quello li’ Di Maio, riferendosi a Salvini. In un incontro a porte chiuse con gli attivisti di Cosenza, il vicepremier M5s non fa mistero della sua irritazione: “L’atteggiamento della Lega e’ insopportabile”. “Ogni volta – ha spiegato – che si deve approvare un provvedimento, in Parlamento o in Consiglio dei ministri, ci dobbiamo sedere a un tavolo io, Conte e quell’altro la’ e dobbiamo fare un accordo. Ogni volta”. Una sorta di sfogo, anche perche’ il Mise – ha ricordato – “ha fermato Siri che ha provato sull’eolico a fare business con la mafia. “Si e’ solo concesso un linguaggio piu’ colloquiale e diretto in virtu’ della circostanza”, precisano dal suo staff. “Mi chiamo Matteo”, la risposta ironica del responsabile del Viminale. Il ministro dello Sviluppo e del Lavoro (“elimineremo chi mette zizzania nel Movimento”, promette) si chiede quale sia l’obiettivo della Lega, dice anche ai suoi di voler andare avanti, ma la tensione all’interno tra i pentastellati e il partito di via Bellerio e’ sempre piu’ alta. Nella Lega invitano a tener conto del ‘silenzio’ del Capitano. “Non bastano piu’ le parole, servono fatti”, il ‘refrain’. Ma anche dell’atteggiamento del sottosegretario Giorgetti anche se questa mattina e’ stato proprio lui a smentire ipotesi di elezioni anticipate a febbraio. Il numero due della Lega non ha mai avuto la passione per i social ma – osserva un ‘big’ – in questi giorni ha eliminato anche wapp. “Proprio per far capire come la pensa”, ipotizza un esponente ex ‘lumbard’.