Decreto Dignità, in Veneto ci sono più posti a tempo indeterminato

283

Aumentano in Veneto i posti di lavoro a tempo indeterminato, in particolare per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato. Ad analizzare i dati del primo semestre 2019 è lo studio dell’Osservatorio di Veneto Lavoro. Il report mette sotto la lente gli effetti del ‘Decreto dignità’, responsabile – secondo i tecnici dell’ente regionale – dell’”eccezionale crescita delle trasformazioni a tempo indeterminato verificatesi tra il 2018 e il 2019″. Le trasformazioni da contratti a tempo determinato a indeterminato sono passate da una media del 20%-30% ad una percentuale vicina al 40%. Nell’ultimo decennio l’andamento medio in Veneto delle trasformazioni oscillava tra le 30 e le 40 mila l’anno, con due importanti eccezioni: il 2015, quando anche per effetto dei generosi esoneri contributivi se ne sono verificate oltre 53 mila, e il 2018, con circa 60 mila trasformazioni.

I primi sei mesi del 2019 mostrano un’ulteriore crescita, con 42.300 trasformazioni già effettuate e un incremento del 66% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Tra le cause dell’incremento non solo il ‘Decreto dignità’, ma anche le agevolazioni per l’assunzione di giovani fino a 35 anni di età, introdotte nel 2018 e confermate per il 2019, oltre a quello che i ricercatori di Veneto Lavoro chiamano ‘effetto platea’, in base al quale un incremento delle assunzioni a tempo determinato in un certo periodo determina un corrispondente incremento delle trasformazioni, a distanza mediamente di 9-10 mesi. Tale fenomeno spiegherebbe, ad esempio, circa un quarto dell’incremento delle trasformazioni registrato nel 2018.Intervenendo in maniera rilevante sulla disciplina del lavoro a tempo determinato, il ‘Decreto dignità’ ha prodotto effetti tangibili soprattutto nel breve termine. Tra le principali novità, la riduzione della durata massima dei contratti a tempo determinato da 36 a 24 mesi e del numero massimo di proroghe previste da 5 a 4, la previsione di un costo contributivo aggiuntivo dello 0,5% per ogni rinnovo e la reintroduzione della necessità della causale per contratti di durata superiore ai 12 mesi, proroghe comprese.