Crisi di Governo, la riforma sulla prescrizione resta blindata

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La crisi di governo non travolge le nuove norme sulla prescrizione. Anzi, in un certo senso le ‘blinda’. Salvo, infatti, interventi ad hoc da parte del governo o del nuovo Parlamento – qualora si arrivi allo scioglimento anticipato delle Camere – la riforma fortemente voluta dai 5 stelle e osteggiata dalle opposizioni, ma anche dalla Lega, scattera’ a partire dal nuovo anno. E questo a prescindere dalla riforma complessiva del processo penale, stoppata proprio dalla Lega dopo un duro scontro interno ai gialloverdi che si e’ consumato nell’ultimo Cdm del governo Conte. La riforma della prescrizione, contenuta nel ddl anticorruzione, meglio noto come ‘Spazzacorrotti’ (copyright M5s), entrera’ in vigore dal 1 gennaio del 2020. E’ quel che recita la legge, pubblicata in Gazzetta ufficiale a gennaio di quest’anno e quindi, tranne che per la prescrizione, gia’ pienamente efficace. Il testo della legge dispone che la prescrizione venga sospesa dalla sentenza di primo grado o dal decreto di condanna. In sostanza, la prescrizione non decorre a partire dal primo grado di giudizio, senza fare alcuna distinzione, pero’, tra sentenza di condanna e sentenza di assoluzione. La norma, durante l’esame in Parlamento, e’ stata al centro di un durissimo scontro tra M5s e Lega – fortemente contraria alle nuove norme sulla prescrizione – scontro che aveva rischiato di far saltare l’intero provvedimento. Tra l’altro, va ricordato che nel testo originario del ddl anticorruzione non erano contenute le norme sulla prescrizione, aggiunte solo durante l’esame in commissione alla Camera tramite un emendamento. A cui seguirono le aspre proteste delle opposizioni e degli stessi leghisti, e fu necessario un intervento del presidente della Camera Roberto Fico, chiamato in causa per risolvere la questione dell’ampliamento del contenuto normativo del provvedimento. La maggioranza raggiunse in extremis un accordo a livello di governo, dopo un vertice tra Conte, Salvini e Di Maio e i ministri competenti. La Lega pretese e ottenne l’impegno, assunto dai 5 stelle, di rinviare di un anno l’entrata in vigore delle nuove norme sulla prescrizione, mentre nel frattempo si sarebbe varata una riforma organica del processo. Che e’ stata si’ messa a punto dal Guardasigilli, ma e’ ferma in Cdm perche’ la Lega si e’ messa di traverso, bollando il testo come “acqua fresca”.