Confindustria avverte il Governo: “Non ci chieda un deficit maggiore”

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“La prima cosa da non fare e’ quella di chiedere piu’ deficit per finanziare la politica corrente”. E’ necessario invece partire dai progetti, “come le infrastrutture finanziabili con Eurobond” e, in questo caso, “il bilancio Ue e’ la dimensione ideale per pensare un piano di 500-1000 miliardi”, o come progetti per il lavoro che “guardino ai giovani”. Il messaggio al Governo arriva da Vincenzo Boccia. Il presidente di Confindustria non fa sconti e dal Forum Ambrosetti dove per l’esecutivo c’e’ solo il ministro per l’Istruzione Lorenzo Fioramonti, invita a “cambiare metodo e paradigma sia a livello europeo sia italiano. Il punto e’ “non partire dai tetti ai saldi di bilancio per poi decidere cosa fare, ma partire dai fini che si vuole raggiungere per poi fissare i saldi”. Nessun giudizio, invece, sul Conte bis. “Anticipati non e’ il caso di darli”, dice indicando che verranno valutati i fatti. Boccia tuttavia chiede una “linea di direzione chiara del Paese. Se c’e’ una linea comune aiuta tutti. La dimensione di relativa tranquillita’ della politica abbassa lo spread che e’ una tassa indiretta”. E poi invita a meno litigiosita’. “Speriamo – afferma – che i ministri e i due partiti che compongono la coalizione di governo, anziche’ dibattere a mezzo stampa dibattono all’interno del consiglio dei ministri, evitando un governo che faccia maggioranza e opposizione insieme”. Boccia si sofferma quindi sui punti oggetto dell’accordo tra Cinque Stelle e Pd. “Alcuni sono condivisibili” per “altri vediamo delle criticita’, restano i nodi di sviluppo” gia’ indicati. Per gli industriali tra le priorita’ ci sono “cuneo fiscale, questione infrastrutturale nazionale ed europea e aggiungiamo la questione salario minimo, su cui non siamo critici ma dovrebbe essere a nostro avviso legata ai grandi contratti di riferimento”. E nell’agenda degli industriali non manca un “grande piano di inclusione giovani”. Il numero uno di Via dell’Astronomia mette sotto la lente anche l’Europa. “Il presidente Mattarella, come sempre, segnala una visione determinante della linea di direzione del Paese e dell’Europa. Intanto noi abbiamo bisogno di piu’ Europa e non meno Europa nell’interesse dell’Italia”, evidenzia ricordando che l’Italia e’ “la seconda manifattura e’ proprio perche’ ci sono venti di rallentamento abbiamo bisogno di una Europa forte”. E, in questo senso, bisogna aver un’Europa “piu’ integrata dal punto di vista politico ed economico”. Per questo “e’ evidente che la questione bilancio e risorse diventa determinante”. Ma per farlo “occorre chiarire quali sono gli obiettivi e i fini di questa Europa riformista che dobbiamo realizzare”. Infine concorrenza e protezionismo a cui bisogna rispondere come Unione europea. “Il punto e’ se vogliamo creare – afferma parlando della concorrenza – dei giganti europei all’altezza delle sfide con i grandi giganti cinesi e grandi giganti statunitensi”. Mentre sui dazi, Boccia ribadisce che “se rispondiamo come singoli paesi ci indeboliamo”.