Cashback sospeso con l’intenzione di riparlarne nel 2022 e il premier Mario Draghi che parla di una misura dal carattere «regressivo». Per le imprese c’è l’estensione per altri due mesi, fino al 31 agosto, del blocco delle cartelle esattoriali e il rifinanziamenti e semplificazione degli incentivi. Il Consiglio dei ministri ha trovato una sorta di compromesso anzitutto sul nodo politico del cashback, gli incentivi ai pagamenti elettronici del governo Conte 2 fortemente voluti dai 5 Stelle: la misura è sospesa per sei mesi a partire da luglio, il Mef effettuerà rilevazioni periodiche sui pagamenti elettronici e i 1,5 miliardi di risparmi di risorse andrebbero a un fondo per gli interventi di riforma in materia di ammortizzatori sociali.

Gran parte del cdm, con il Decreto Lavoro all’ordine del giorno, è dedicata comunque alla imprese: il compromesso trovato, dopo un intenso negoziato con le parti sociali, lo ha anticipato il ministro del Lavoro Orlando: per il tessile-calzaturiero c’è «una ulteriore proroga fino a tutto ottobre del divieto di licenziare e l’erogazione di ulteriori settimane di cassa Covid», per gli altri settori ulteriori 13 settimane di cassa straordinaria per tutte le imprese che non hanno più a disposizione strumenti di integrazione salariale.

L’invio delle cartelle esattoriali slitta ancora, fino al 31 agosto, e arrivano 600 milioni per rifinanziare la ‘nuova Sabatini’, con il via libera al Mise a erogare le quote successive di contributo per le imprese che avevano già ricevuto almeno la prima quota e fatto domanda prima del 1ø gennaio 2021: soddisfazione per una misura «sostenuta da me con grande convinzione» è il commento del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.