ArcelorMittal, udienza rinviata al 6 marzo: resta il nodo dei 3mila esuberi

Il giudice ha concesso di differire l'udienza su richiesta concorde della parti nel presupposto che entro fine febbraio si arrivi ad un accordo

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E’ stata rinviata al prossimo 6 marzo l’udienza con al centro il caso ArcelorMittal-ex Ilva. Lo ha deciso il giudice civile Claudio Marangoni, titolare del procedimento che riguarda l’ipotesi di addio avanzata lo scorso 4 novembre dal gruppo franco indiano. Il giudice ha concesso di differire l’udienza su richiesta concorde della parti nel presupposto che entro fine febbraio si arrivi ad un accordo.  ArcelorMittal e i commissari dell’ex Ilva hanno infatti raggiunto un accordo per proseguire la negoziazione “fino al 28-29 febbraio”, ha spiegato prima dell’udienza l’avvocato Ferdinando Emanuele, legale del gruppo franco indiano.

L’azienda sarebbe ferma sui 3mila esuberi strutturali indigeribili per il governo, prima ancora che per i sindacati. Il nodo è anche quello delle risorse che saranno previste dal nuovo piano industriale, al quale gli esuberi – inutile dirlo – sono strettamente legati. Ma ufficialmente le parti continuano a ostentare ottimismo: il premier, Giuseppe Conte, si è detto fiducioso dopo l’incontro a Londra che anche i vertici del colosso dell’acciaio hanno definito positivo.