Alitalia, il Governo torna al lavoro sul dossier per salvare la compagnia di bandiera

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A partire da martedi’ prossimo riaprira’ l’attivita’ parlamentare a tutti gli effetti e tra i primi appuntamenti ci sono una serie di audizioni che dovrebbero far luce sul futuro di Alitalia. Martedi’ siederanno in Commissione Trasporti della Camera i rappresentanti di Lufthansa, la compagnia che corteggia con piu’ convinzione il vettore italiano, il neo commissario Giuseppe Leogrande e la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. L’ultima puntata della serie infinita del salvataggio della compagnia di bandiera (“restera’ tale”, ha assicurato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli) era finita con l’incontro tra lo stesso Patuanelli e i sindacati. Con questi ultimi che, sostanzialmente, bocciavano il piano ‘lacrime e sangue’ dell’aviolinea tedesca e il ministro che confermava: “Non la regaleremo a Lufthansa”. Il Governo e il nuovo commissario quindi dovranno riprendere in mano il dossier e decidere cosa fare di Alitalia. Nel maggioranza che sostiene il governo infatti c’e’ chi propende per la nazionalizzazione tout court e chi per una ristrutturazione e poi per una cessione. Il punto fermo sembra comunque essere quello di non tagliare il personale. Priorita’ per Lufthansa ma anche, in misura minore, per Delta Airlines.

Il governo quindi ha tracciato una linea e ha segnato una nuova partenza dopo il fallimento del consorzio con Fs, Atlantia, Delta e Mef, lo scorso 21 novembre. Una ripartenza difficile e con delle insidie, ha ammesso nei giorni scorsi Patuanelli. “Anche io sono preoccupato, se fosse cosi’ facile, la vicenda sarebbe stata risolta da altri. Non abbiamo tante alternative”, ha detto il ministro. Patuanelli si e’ dato 6 mesi di tempo per risolvere la faccenda che si porta avanti dalla primavera del 2017 quando la compagnia fu commissariata. “L’obiettivo e’ chiudere entro meta’ anno, con la scadenza del mandato al commissario, altrimenti si chiude, non ci saranno altri fondi”, ha detto perche’ “per Alitalia questo e’ davvero l’ultimo intervento dello Stato”. Il commissario Leogrande, “dovra’ rendere piu’ attraente la compagnia”, ha spiegato Patuanelli ammettendo che i margini su cui operare “non sono amplissimi ma qualche cambiamento serio si puo’ ancora fare” perche’ di fatto “non c’e’ interesse per la compagnia cosi’ come e’ ora”. Obiettivi possibili, uno spacchettamento – “che non e’ lo spezzatino”, precisa Patuanelli, “ma una holding” – e qualche taglio di spesa, dove “anche qui c’e’ spazio”. Insomma questo e’ il cronoprogramma del governo sul dossier Alitalia. Alla finestra ci sono sempre Lufthansa, Delta e Air France-Klm, possibili partner che pero’ non hanno molta voglia, almeno inizialmente, di impegnarsi finanziariamente nell’operazione di rilancio. C’e’ poi la questione dell’ultimo prestito ponte da 400 milioni che e’ sotto la lente della Commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager. Il decreto – ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio – e’ all’ordine del giorno della seduta della Camera del 13 gennaio per la discussione generale, che andra’ avanti il giorno successivo.