Usa, 3 milioni di domande di disoccupazione in una settimana

Licenziamenti saliti alle stelle dopo la dichiarazione di Trump riguardo gli assembramenti: chiusi ristoranti, bar e altri luoghi pubblici

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La crisi economica che sta investendo gli Stati uniti è forse la più aggressiva dai tempi della seconda guerra mondiale. Ieri un rapporto del Dipartimento del Lavoro ha mostrato un aumento senza precedenti delle domande di sussidi di disoccupazione, passati da 282mila a quasi 3,3 milioni in una sola settimana. Molti economisti affermano che la recessione causata dall’emergenza coronavirus sia già iniziata e che si sia solo all’inizio di un massiccio aumento della disoccupazione che potrebbe portare oltre 40 milioni di americani a perdere il lavoro entro aprile.

Il rapporto comprende le domande presentate dal 15 al 21 marzo, con i licenziamenti saliti alle stelle lunedì 16 marzo dopo la dichiarazione di Trump riguardo gli assembramenti di non più di dieci persone che ha costretto alla chiusura di ristoranti, bar e altri luoghi pubblici. Gli economisti prevedono per questa settimana un’altra ondata di oltre un milione di nuove richieste di sussidi. Il numero reale di disoccupati è probabilmente ben più alto di 3,3 milioni: molti lavoratori non hanno i requisiti necessari per richiedere la disoccupazione, come gli autonomi, i cosiddetti gig workers, le persone che l’anno scorso abitavano in uno Stato diverso o gli impiegati da meno di sei mesi.

La Casa bianca ha reagito, ancora una volta, minimizzando: il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha definito il dato «non rilevante» e ha rimandato al piano da 2mila miliardi di dollari in aiuti all’economia approvato dal Senato. «L’economia Usa è in salute e tornerà in salute», ha detto Mnuchin riferendosi a una crescita del pil americano del 2,1% nel quarto trimestre e al pacchetto di sussidi economici approvati dal Senato per aiutare cittadini e imprese grandi e piccole.

(ilmanifesto.it)