Trump rincara la dose: «Il mondo paga un prezzo alto a causa della Cina»

Nuovo affondo del tycoon: «La Cina ha rallentato la condivisione delle informazioni sul virus». E negli Usa il totale di positivi ha superato gli 11 mila casi

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“Non c’è mai stata una cosa così nella storia”. Donald Trump parla nel corso del quotidiano briefing alla stampa dalla Casa Bianca, dedicato all’emergenza coronavirus. Ignora le proteste di Pechino, parlando di “virus cinese”, e torna ad attaccare: “Il mondo sta pagando un prezzo alto per quello che hanno fatto, pagherà a caro prezzo il fatto che la Cina ha rallentato la condivisione delle informazioni sul virus”. I numeri, oggi, dicono che negli Usa il totale di positivi al coronavirus ha superato gli 11 mila casi, il numero di persone morte almeno 164. “Questa non è una guerra finanziaria, ma sanitaria e dobbiamo vincerla” spiega, e annuncia che gli Stati Uniti stanno “sviluppando vaccini e terapie nel modo più veloce possibile”.

“Come sapete- continua-, all’inizio della settimana abbiamo iniziato i primi test clinici su un vaccino candidato per il virus” (per il quale ci vorrà comunque almeno un anno). Nel frattempo, la Food and Drug Administration, l’agenzia del governo federale statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari, farmaceutici e del tabacco, “ha  approvato o è vicino ad approvare” l’utilizzo di due farmaci contro il coronavirus. La Fda dovrebbe consentire l’utilizzo del farmaco anti-malaria,  clorochina, e del farmaco antivirale Remdesivir, sviluppato  come terapia contro l’ebola. “Questi sono i  due medicinali disponibili adesso, essenzialmente approvati per uso dietro prescrizione” spiega il presidente Usa.

(rainews.it)