Salario minimo, l’Ue vuole portarlo a oltre 2mila euro

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Il salario minimo che fa tanto discutere il mondo politico italiano e’ realta’ in moltissimi paesi europei: secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al 2019, il Lussemburgo si posiziona come il paese piu’ “generoso” visto che il salario minimo e’ stato fissato a 2.071 euro. Secondo l’orientamento della Ue, dovrebbe essere circa il 60% della retribuzione media: se venisse concretizzato questo suggerimento (avanzato dalla vicepresidenza di Timmermans), e visto che in Italia il salario medio lordo mensile e’ intorno ai 1.570 euro, una misura del genere comporterebbe da noi un salario minimo di circa 950 euro. L’assegno piu’ povero e’ in Bulgaria con 286 euro. Secondo tali dati, se in Spagna e’ salito a 1.108 euro, in Francia e’ a 1.521 euro, in Slovenia a 886,6 euro. A livello intermedio si posizionano Malta con 762 euro, seguita da Grecia (758,3), Portogallo (700), Lituania (555) ed Estonia (540). L’idea a Bruxelles è provare gradualmente a raggiungere lo status ungherese almeno per gli Stati membri considerati più “forti”

Oltre al Lussemburgo, i paesi con l’assegno piu’ alto sono l’Irlanda (1.656 euro), i Paesi Bassi (1.635 euro), il Belgio (1.593), la Germania (1.557), il Regno Unito (1.524). Agli ultimi posti, oltre alla Bulgaria, la Lettonia (430 euro), la Romania (446 euro), l’Ungheria (464,2 euro), la Croazia (505,9 euro), la Repubblica Ceca (519 euro), la Slovacchia (520 euro) e la Polonia (523,1 euro). A meta’ gennaio la Commissione Europea (CE) ha aperto una consultazione pubblica sull’argomento, affinche’ in futuro tutti i paesi dell’Unione Europea (UE) stabiliscano un salario minimo “equo”. L’idea non e’ quella di fissare un salario minimo comune in tutti i paesi – in realta’, l’UE non ha competenza in materia di salari – ma di garantire che quelli esistenti in ogni Stato consentano un reddito dignitoso. Sebbene la Commissione non proponga una cifra, l’attuale vicepresidente Frans Timmermans, ha proposto l’anno scorso che il salario minimo debba essere almeno il 60% del salario medio del paese, che ora non viene raggiunto nella maggior parte dei paesi. Nella meta’ dei paesi, il salario medio e’ inferiore al 50% e in alcuni – come la Germania o il Lussemburgo – non allontana il rischio di poverta’. Ci sono vari punti critici da valutare, ad esempio come quello relativo al costo della vita. I salari, infatti, non vanno visti solo in termini assoluti, ma anche in base al potere d’acquisto. Se il salario minimo in Bulgaria e’ il piu’ basso in Ue, mentre in Lussemburgo e’ il piu’ alto, questa forbice si dimezza se si parametrano le retribuzioni al rispettivo costo della vita