Raid contro i curdi, gli americani chiedono lo stop alla Turchia

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Gli Stati Uniti «incoraggiano fortemente» la Turchia a porre fine alle azioni militari contro i curdi nel nordest della Siria. Lo afferma il Pentagono dopo che Trump su Twitter ha ipotizzato una mediazione Usa per un’intesa tra turchi e curdi. «Si sono combattuti l’un l’altro per 200 anni – scrive il tycoon – ora abbiamo una di tre scelte: inviare migliaia di soldati e vincere militarmente, colpire la Turchia molto duramente con le sanzioni oppure mediare un accordo tra Turchia e curdi!».

L’offensiva intanto prosegue: si registra il primo soldato turco ucciso (ieri fonti curde avevano parlato di 5 soldati morti). Sette i civili morti oggi in Siria in base a quanto riferiscono ong locali. È salito a 342 il numero dei «terroristi neutralizzati» (cioè uccisi, feriti o catturati) a 48 ore dall’inizio dell’operazione militare. Lo riferisce la Difesa di Ankara, che indica come «terroristi» i miliziani curdi dell’Ypg/Ypj. La Ue reagisce alla minaccia di Erdogan di scatenare una invasione di migranti in Europa definendola «inaccettabile» e fonti europee esprimono «seria preoccupazione» per i foreign fighter che si trovano nell’area siriana e che potrebbero approfittare del caos. Secondo le autorità curde locali almeno 5 miliziani dell’Isis sono fuggiti a seguito dei raid compiuti nelle scorse ore dall’aviazione turca contro una prigione di jihadisti sorvegliata dai curdi nella zona di Qamishli, nel nord-est della Siria.