Prezzi al ribasso del petrolio, l’Opec vuole fermare la discesa

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Occhi puntati sulla riunione dei ministri dell’Opec e dei loro alleati in occasione della riunione che si terra’ a Vienna il 5 e il 6 marzo: le decisioni saranno determinanti per arrestare il calo dei prezzi del petrolio, piegato dai timori della diffusione del coronavirus. Nelle ultime settimane, il virus ha finito per fiaccare ulteriormente il prezzo del greggio, gia’ messo a dura prova dal rallentamento dell’economia globale e dalla disputa commerciale. Anche il crollo dei metalli rifugio, oro e palladio spingono a prendere la decisione di ridurre ulteriormente la produzione di petrolio ma restano ancora divisioni all’interno del Cartello: i Paesi della coalizione – e in particolare i due leader, Russia e Arabia Saudita – non hanno ancora trovato una posizione unitaria.

La Russia, attraverso la voce del suo ministro dell’Energia Alexander Novak citato dalle agenzie russe, ha dichiarato che e’ “molto soddisfatta della cooperazione con l’Arabia Saudita” e ha assicurato “la volonta’ di continuare a cooperare maggiormente non solo nel quadro delle relazioni multilaterali dell’Opec+, ma anche bilateralmente” con Riyadh. Dal canto suo, il ministro saudita dell’Energia, Abdulaziz Bin Salman, si e’ detto fiducioso “nella nostra partnership e nel fatto che i produttori dell’Opec Plus siano tutti responsabili e reattivi”. L’indicazione di mettere in campo tagli extra per 600.000 barili al giorno non e’ stata ufficializzata probabilmente a causa delle resistenze della Russia, principale alleata dell’Opec, che non ha sciolto la riserva. L’accordo in vigore prevede tagli per 1,7 milioni di barili al giorno, che salgono a 2,1 mbg grazie al contributo volontario dell’Arabia Saudita e condizionato al pieno rispetto delle quote da parte di tutti gli altri Paesi membri.