Paura in Germania, 50mila posti a rischio nell’industria delle auto

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Sono 50.000 i posti a rischio nel settore automotive tedesco, stretto da margini in calo e costosi investimento per l’elettrico. L’ultimo grande gruppo in ordine di tempo ad aver deciso un taglio dei dipendenti e’ stata Daimler, che ha messo in preventivo una riduzione di 10.000 lavoratori nel giro di due anni. Nelle settimane scorse, Continental aveva annunciato una sforbiciata da 6.000 posti, di cui, 3.500 in Germania, e Audi un taglio di 9.500 di qui al 2025. “L’industria dell’automotive sta procedendo alla piu’ grande trasformazione della sua storia”, ha detto Wilfried Porth, responsabile del personale di Daimler. Sotto accusa e’ finito anche il disegno di legge con cui il governo tedesco vuole rendere piu’ difficili eventuale scalate ostili di gruppi stranieri. Il ministro dell’Economia, Peter Altmeier, ha annunciato un progetto che consentirebbe allo Stato di assumere una quota in compagnie di settori ad alto contenuto tecnologico nel caso fossero vendute a investitori al di fuori dell’Unione europea. A questo scopo verrebbe costituito un apposito Fondo statale. La mossa e’ stata pesantemente criticata dalla Vda, la lobby dei costruttori automobilistici tedeschi, secondo cui rappresenterebbe “un restringimento della liberta’ imprenditoriale”. Per la Vda sono ben 70.000 i posti a rischio nel Paese nei prossimi anni, con i grandi gruppi impegnati a spostare le loro produzioni dai motori a combustibile fossile a quelli elettrici e ibridi.