Paura bombe a New York e Washington, ma erano falsi allarmi

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Un presunto attentatore pronto a colpire l’ambasciata israeliana a Washington e tre pacchi sospetti a New York. Ma alla fine si sono rivelati solo falsi allarmi. Quella di oggi e’ stata una giornata ad alta tensione tra le due citta’ piu’ importanti degli Stati Uniti. Nella capitale era stato segnalato un uomo, con indosso un giubbotto antiproiettili e un coltello, fuori dall’ambasciata di Israele. Gli agenti del servizio speciale avevano risposto alla segnalazione arrivata intorno alle 8 di mattina, e bloccato un uomo chiuso in macchina. In realta’, non aveva ne’ coltello ne’ giubbotto antiproiettile, ma solo un cane a fargli compagnia. La zona, pero’, nel frattempo era stata chiusa al traffico. A New York, nella stessa ora, tre pacchi sospetti hanno fatto temere un attentato. I primi due, formati da pentole a pressione, sono stati trovati appoggiati sul pavimento alla stazione Fulton della metropolitana, a due passi dal World Trade. Un terzo e’ stato trovato all’incrocio tra la 16 e la 7 Avenue, accanto al cestino dei rifiuti. La polizia ha fatto subito evacuare la metropolitana, una delle piu’ affollate a quell’ora, e lasciato spazio agli artificieri. Ma non e’ stata trovata nessuna traccia di esplosivo ne’ a Fulton ne’ nel pacco trovato sulla 7. La polizia ha, pero’, diffuso le immagini di un ragazzo, bianco, tra i venti e i trent’anni, con indosso una maglietta con scritto “Prime Day”, che potrebbe avere qualche legame con le pentole, un utensile da cucina gia’ tristemente noto negli Stati Uniti perche’ usato nel 2013 per l’attentato alla Maratona di Boston. Tre anni fa una pentola a pressione esplose nella zona di Chelsea, ferendo trenta persone, mentre un’altra, poco distante, non venne innescata. Per quell’attentato, venne arrestato e condannato Ahmad Rahimi, considerato il primo attentato jihadista a New York dopo l’11 Settembre.