L’attentatore di Londra, l’aggressore è un ex detenuto legato alla jihad

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Un nuovo attentato a Londra, un nuovo attentato a London Bridge. E due vittime nel primo pomeriggio di un Black Friday soleggiato e proseguito con un secondo attacco, a L’Aja, che ha fatto tre feriti in una grande strada commerciale del centro e ha visto l’attentatore sparire nel nulla. Riaccendendo in Europa la memoria ancora non sopita della scia di attentati degli ultimi anni, a volte condotti da lupi solitari, altri da cellule di reti più organizzate.

Poco prima delle due del pomeriggio, nella capitale britannica, un uomo alto, dagli occhi scuri e con la barba, poi identificato in Usman Khan, 28 anni,  dello Staffordshire, è stato immobilizzato da alcuni passanti e ucciso dalla polizia dopo aver ferito alcune persone in un palazzo adiacente al ponte, la Fishmonger’s Hall, dove si stava tenendo una conferenza dell’Università di Cambridge sulla riabilitazione degli ex carcerati. Due dei feriti, un uomo e una donna, sono morti, mentre tre, di cui uno in condizioni «critiche ma stabili», rimangono in ospedale. In tarda serata è emerso che l’attentatore stesso è stato in carcere dopo una condanna per terrorismo islamico, e ancora indossava un cinturino elettronico. Era quindi noto alle autorità e il fatto che fosse in giro a piede libero rischia di suscitare polemiche in questo periodo elettorale nel Regno Unito.

Già il 3 giugno del 2017, nella parte sud di London Bridge, erano morte undici persone dopo che un camion bianco si era avventato sui passanti e tre uomini erano scesi per uccidere a coltellate le persone che erano in giro e nei ristoranti in un normale sabato sera di fine primavera. Ma l’evento di ieri sembra molto diverso. La dinamica della prima parte dell’attentato, a Fishmonger’s Hall, un palazzo storico che ospita mostre e conferenze, non è ancora del tutto chiara – c’è chi parla addirittura di due attentatori – mentre della fuga dell’uomo esistono numerosi video e immagini, che mostrano l’uomo immobilizzato al suolo da alcuni passanti e da alcune persone, tra cui pare alcuni ex carcerati, che lo hanno inseguito dalla Fishmonger’s Hall con estintori e bastoni. La polizia, arrivata dopo pochi minuti, appena cinque minuti, ha sparato a distanza ravvicinata all’uomo, che aveva rifiutato di stare fermo e che, aprendosi il giaccone, aveva mostrato quella che sembrava essere una cintura esplosiva. Molti i testimoni, alcuni dei quali si trovavano sugli autobus di passaggio sul ponte: inizialmente tutti hanno raccontato di aver pensato ad una rissa e di aver capito solo al momento degli spari che si era trattato di qualcosa di molto più grave. Nella tarda serata di ieri sera né l’identità dell’attentatore né quella delle vittime era stata resa nota dalle autorità. Il capo della Metropolitan Police, Cressida Dick, ha dichiarato che «l’ideologia vuota del terrore non offre altro che odio» e ha ricordato che Londra «è una grande città perché abbracciamo le nostre differenze».