Il Wto certifica la guerra commerciale: ok ai Dazi Usa per 7,5 miliardi di dollari

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Il Wto riapre il fronte europeo della guerra commerciale, che rischia di rallentare ulteriormente la crescita globale. L’Organizzazione mondiale del commercio, infatti, ha dato a Washington il via libera a tariffe su beni di importazione dall’Unione europea per 7,5 miliardi di dollari (6,8 miliardi di euro), da applicare in rappresaglia per il supporto economico ad Airbus, giudicato illegittimo. La sentenza dell’arbitro del Wto – che permetterebbe tariffe doganali non solo legate al settore aereo – è un momento cruciale della battaglia tra Airbus e Boeing, che dura da 15 anni a suon di ricorsi presso l’Organizzazione, e minaccia di rendere ancora più tese le relazioni commerciali tra Usa e Ue.Bruxelles ha avvertito immediatamente Washington di essere pronta a ritorsioni se gli Stati Uniti imponessero effettivamente le tariffe doganali minacciate. “Se gli Stati Uniti decideranno di imporre le contromisure autorizzate dal Wto, spingeranno l’Ue verso una situazione per cui non avremmo altra scelta che fare la stessa cosa”, ha affermato la Commissione Ue in una nota. L’esecutivo europeo ha sottolineato tuttavia che “la nostra disponibilità a trovare un accordo equo rimane invariata”, anche dopo la tanto attesa sentenza del Wto. Anche la reazione del ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, non si è fatta attendere. Il rappresentante di Parigi ha affermato che gli Stati Uniti commetterebbero “un errore economico e politico” se decidessero di imporre sanzioni all’Ue con i dazi. “Vogliamo ridurre le tensioni ed evitare sanzioni tariffarie che avrebbero il solo effeto di danneggiare le nostre due economie”, ha aggiunto Le Maire, chiarendo di essere comunque pronto a “rispondere fermamente” insieme con i partner europei.Lo scontro tra Airbus e Boeing è iniziato nel 2004, quando Washington ha accusato Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna di aver fornito sussidi e sovvenzioni illegali per sostenere la produzione di una gamma di prodotti del costruttore di aerei europeo. Da allora è rimasto impigliato nel complesso sistema di risoluzione delle controversie del Wto, che consente una serie di ricorsi, e, nel 2005, l’Ue ha sostenuto al contrario che era stata Boeing a ricevere sussidi illegittimi per un valore di 19,1 miliardi di dollari dal 1989 al 2006, da vari rami del governo degli Stati Uniti. Dopo aver ottenuto una serie di vittorie in un caso altrettanto epico, Bruxelles ha chiesto a un arbitro del Wto il permesso di imporre tariffe come ritorsione su 12 miliardi di dollari di beni statunitensi. È probabile che l’Organizzazione, tra circa sei mesi, dia il via libera alle tariffe, ma su una cifra inferiore di import Made in Usa. In ogni caso, gli europei a luglio avevano presentato una proposta per una tregua con cui entrambe le parti avrebbero ammesso la colpa e trovato modi per ridurre i sussidi alle compagnie aeree. La commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstroem, ha dichiarato questa settimana che non c’è stata ancora una risposta positiva degli Stati Uniti alla proposta di Bruxelles, ma l’Ue intende proseguire cercando la strada dell’accordo. Il caso Airbus-Boeing è solo uno dei fronti commerciali aperti tra le due sponde dell’Atlantico da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è entrato in carica nel 2017.