Il Papa in Madagascar chiede salario minimo per tutti e soluzioni alla disoccupazione

294

“Dio di giustizia, tocca il cuore di imprenditori e dirigenti: provvedano a tutto cio’ che e’ necessario per assicurare a quanti lavorano un salario dignitoso e condizioni rispettose della loro dignita’ di persone umane”. Cosi’ il Papa nella “preghiera per i lavoratori” al cantiere di Mahatazana, ad Antananarivo. “Prenditi cura con la tua paterna misericordia di coloro che sono senza lavoro, e fa’ che la disoccupazione – causa di tante miserie – sparisca dalle nostre societa’. Ognuno conosca la gioia e la dignita’ di guadagnarsi il pane per portarlo a casa e mantenere i suoi cari”.

“Dio nostro Padre, creatore del cielo e della terra, ti ringraziamo di averci riuniti come fratelli in questo luogo, di fronte a questa roccia spezzata dal lavoro dell’uomo: noi ti preghiamo per tutti i lavoratori”, ha pregato Papa Francesco nella cava di granito gestita dalla “Citta’ dell’Amicizia”, la grande opera umanitaria fondata dal missionario argentino padre Pedro Opeka presso la discarica della capitale malgascia. “Per quelli che lo fanno con le loro mani e con enorme sforzo fisico – ha proseguito -. Preserva i loro corpi dal troppo logorarsi: non manchino loro la tenerezza e la capacita’ di accarezzare i loro figli e di giocare con loro. Concedi ad essi il vigore dell’anima e la salute del corpo perche’ non restino schiacciati dal peso del loro compito”. “Fa’ che il frutto del lavoro permetta ad essi di assicurare una vita dignitosa alle loro famiglie – ha detto ancora -. Che trovino in esse, alla sera, calore, conforto e incoraggiamento, e che insieme, riuniti sotto il tuo sguardo, conoscano le gioie piu’ vere”. “Sappiano le nostre famiglie che la gioia di guadagnare il pane e’ perfetta quando questo pane e’ condiviso – ha invocato il Pontefice, toccando anche il tema del lavoro minorile -. Che i nostri bambini non siano costretti a lavorare, possano andare a scuola e proseguire i loro studi, e i loro professori consacrino tempo a questo compito, senza aver bisogno di altre attivita’ per la sussistenza quotidiana”. “Crea tra i lavoratori uno spirito di vera solidarieta’. Sappiano essere attenti gli uni agli altri, incoraggiarsi a vicenda, sostenere chi e’ sfinito, rialzare chi e’ caduto”, ha continuato. “Il loro cuore non ceda mai all’odio, al rancore, all’amarezza davanti all’ingiustizia, ma conservino viva la speranza di vedere un mondo migliore e lavorare per esso”, ha aggiunto: “Sappiano, insieme, in modo costruttivo, far valere i loro diritti e le loro voci e il loro grido siano ascoltati”. “Dio, nostro Padre – ha concluso -, tu hai dato come protettore ai lavoratori del mondo intero San Giuseppe, padre putativo di Gesu’, sposo coraggioso della Vergine Maria. Affido a lui tutti coloro che lavorano qui, ad Akamasoa, e tutti i lavoratori del Madagascar, specialmente quelli che conducono una vita precaria e difficile. Egli li custodisca nell’amore del tuo Figlio e li sostenga nella loro vita e nella loro speranza. Amen”.