Gran Bretagna: niente cibo, carburante e medicine in caso di Brexit senza accordo

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In caso di divorzio senza accordo con l’Unione europea, il Regno Unito dovrà fronteggiare carenza di carburante, cibo e medicine, problemi per tre mesi al trasporto marittimo, il ripristino del confine con l’Irlanda e un aumento della spesa sociale. E’ quanto si legge nei documenti governativi pubblicati oggi dal Times. Documenti redatti questo mese dall’Ufficio di gabinetto, sotto il nome in codice Operation Yellowhammer, e rivelati a pochi giorni dal primo viaggio in Europa del premier britannico Boris Johnson. Johnson è atteso mercoledì a Berlino per incontrare la cancelliera Angela Merkel, quindi giovedì a Parigi, per un faccia a faccia con il presidente francese Emmanuel Macron, infine sarà al vertice G7 in programma a Biarritz, in Francia, dal 24 al 26 agosto.

Il dossier rivela nel dettaglio le conseguenze di un’uscita dall’Ue senza accordo: i cibi freschi comincerebbero a scarseggiare con conseguente aumento dei prezzi; il confine con l’Irlanda verrebbe ripristinato per il fallimento dei piani volti a evitare la ripresa dei controlli, con conseguenti proteste; il carburante comincerebbe a scarseggiare e si perderebbero 2.000 posti di lavoro, qualora il governo applicasse tariffe dello 0% sull’importazione della benzina, causando potenzialmente la chiusura di due raffinerie di petrolio.

E ancora: i pazienti dovrebbero attendere a lungo per poter avere le medicine, tra cui insulina e vaccino antinfluenzale; la mancanza di cibo e medicine aumenterebbe poi i disordini e le tensioni tra comunità; ci sarebbero problemi per i passeggeri agli aeroporti Ue, all’Eurotunnel e a Dover, mentre problemi ai porti potrebbero durare fino a tre mesi, a causa dei controlli doganali, prima che il trasporto possa tornare al 50-70% del flusso attuale.