Cina, export in crescita nonostante la “guerra” Usa: ma il dollaro tiene

Lo Yuan si è rafforzato ma la People's Bank of China ha fissato la parità con la moneta Usa sopra quota 7: è la prima volta dal 2008

217

Le esportazioni totali cinesi nel mese di luglio hanno avuto un risultato migliore delle attese, nonostante la guerra commerciale con gli Usa. Le vendite totali della Cina all’estero sono aumentate del 3,3% su base annua dopo il calo dell’1,3% a giugno. Le importazioni hanno registrato un ulteriore calo del 5,6% (meno dell’atteso 9%), dopo il calo del 7,3% a giugno. In totale, l’avanzo commerciale cinese è sceso a 45,05 miliardi di dollari, da 51 miliardi del mese precedente. Con i soli Stati Uniti, l’export è sceso del 6,5% mentre le importazioni sono crollate del 19%.

Lo yuan si è rafforzato ma la People’s Bank of China (Pboc) ha fissato la parità col dollaro, per la prima volta dal 2008, sopra quota 7, a 7,0039, contro 6,9996 di ieri. Si tratta della parità più bassa dello yuan contro il dollaro dall’aprile 2008, cioè dai tempi della crisi finanziaria. Lo yuan si è fortemente svalutato sul dollaro a causa delle tensioni tra Cina e Usa e lunedì scorso la moneta cinese ha superato per la prima volta da 11 anni, la soglia di 7 unità sul dollari sul mercato onshore.

Oggi lo yuan, sul mercato onshore, si è rafforzato a 7,0425 sul biglietto verde contro 7,0454 di ieri, mentre sul mercato offshore è quotato 7,0659 contro 7,0823 di ieri. Nonostante il rafforzamento odierno lo yuan ha perso il 2,1% del suo valore sul dollaro dalla scorsa settimana, quando Donald Trump ha alzato le tariffe su 300 miliardi di dollari di beni cinesi importati negli Usa.

(affaritaliani.it)