Borse a picco. Ocse: fare presto. Il Pil mondiale al -2% ogni mese

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Chiusura in calo per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha perso il 3,15% a 16.822 punti. Chiusura in rosso per le principali Borse europee, con lo stallo sui ‘coronabond’ e l’emergenza virus che avanza. La peggiore è stata Londra (-5,45%) a 5.498 ounti, col premier positivo, seguita da Parigi (-4,23%) a 4.351 punti, Francoforte (-3,68%) a 9.632 punti e Madrid (-3,63%) a 6.777 punti. Lo spread tra il Btp e il Bund archivia la seduta in netto rialzo, a 180 punti base dai 158 di ieri. Il tasso sul Btp a 10 anni del Tesoro si attesta all’1,31%.

Wall Street chiude in calo. Il Dow Jones perde il 4,12% a 21.621,93 punti, il Nasdaq cede il 3,79% a 7.502,38 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,41% a 2.540,04 punti. Ma il bilancio settimanale è più che positivo per il Dow Jones e lo S&P 500. Il Dow Jones archivia la settimana in rialzo del 13%, il balzo settimanale maggiore dal 1938. Lo S&P 500 avanza invece dal 1938, in quello che è l’aumento settimanale maggiore dal 2009.

S&P conferma il rating AAA della Bce con outlook stabile. La “Bce ha una considerevole flessibilità monetaria e i sui membri dell’area euro hanno, in media, elevati rating. L’outlook è stabile perché riteniamo che l’elevata flessibilità monetaria della Bce e il merito di credito degli stati membri di Eurolandia resterà in vigore almeno per i prossimi due anni”, afferma S&P.

Usa: S&P, è recessione, pil secondo trimestre -12,7% – “La più lunga espansione economica della storia americana è finita. La maggiore economia al mondo è scivolata in recessione”. Lo afferma S&P prevedendo una contrazione dell’economia americana più profonda della attese iniziali. Il pil è previsto contrarsi del 2,1% nei primi tre mesi dell’anno e del 12,7% nel secondo trimestre. Il 2020 dovrebbe chiudersi con un pil in calo dell’1,3% rispetto al +1,9% previsto pre-coronavirus.

Ocse, spendere ora o conseguenze tragiche – “I costi elevati per una risposta da parte delle autorità sanitarie pubbliche sono necessari per evitare conseguenze molto più tragiche e un impatto ancora peggiore sulle nostre economie domani”: l’allarme sulla risposta allo shock del coronavirus arriva dal segretario generale dell’Ocse Angel Gurria, secondo cui il rischio sono “milioni di morti e una sanità decimata”: serve un’azione “più netta” e “più coordinata” dei governi.  Dispiegare subito il massimo delle risorse contro il coronavirus. Perché le conseguenze economiche, a livello globale, dello shock rischiano di essere altissime. Le stime danno “una perdita del Pil globale di due punti percentuali per ogni mese di misure di contenimento”, con il turismo – cui è particolarmente sensibile l’Italia – che rischia un 70%. I modelli dell’Ocse suggeriscono un declino della produzione “fra un quinto e un quarto in molte economie”.