Alibaba si quota a Hong Kong, operazione da 12 miliardi di dollari

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Alibaba sfida le proteste a Hong Kong e scalda i motori per quella che potrebbe essere la più grande quotazione sulla piazza asiatica dal 2010 e la più grande offerta azionaria del 2019, almeno fino allo sbarco in Borsa del gigante petrolifero saudita Saudi Aramco. L’obiettivo è raccogliere oltre 12 miliardi di euro sul mercato dell’ex colonia inglese dove continuano le proteste ormai da cinque mesi. Il colosso cinese dell’e-commerce ha l’obiettivo di svilupparsi ulteriormente a livello mondiale.

Il listino di Hong Kong ha approvato l’ipo del gigante cinese dell’e-commerce. Il collocamento riguarderà 12,5 milioni di nuove azioni ad un prezzo non superiore ai 188 dollari di Hong Kong, pari a 24 dollari Usa, per azione. La relativa offerta internazionale di 487,5 milioni di azioni sarà quotata mercoledì, 20 novembre. L’operazione dovrebbe permettere di incassare 11,63 miliardi di dollari (10,6 miliardi di euro) al netto delle spese. Altri 1,55 miliardi di euro potrebbero arrivare dall’esercizio dell’opzione greenshoe su altri 75 milioni di titoli. Per un totale di oltre 12 miliardi di euro.

«Per una realtà giovane che ha meno di 20 anni, è una nuova partenza. In questo periodo di cambiamenti, continuiamo a credere che il futuro di Hong Kong resti splendente e speriamo di contribuire a modo nostro a questo futuro», ha scritto il numero uno di Alibaba Daniel Zhang in una lettera agli investitori.

La tempistica della quotazione prevede che il 20 novembre venga fissato il prezzo dell’ipo, con la possibilità di uno sconto del 5% sui corsi a Wall Street, e che il 26 novembre inizino le contrattazioni. Il gigante fondato da Jack Ma, a lungo corteggiato dall’hub finanziario asiatico, sarebbe voluto già approdare a Hong Kong in estate, prima che le proteste contro la Cina infiammassero le strade e la guerra commerciale rendesse più incerte le prospettive dell’economia globale.

«Abbiamo sempre visto Hong Kong come strategicamente importante per noi. È uno dei centri finanziari più importanti. E la quotazione offrirà ad un numero maggiore degli utenti e degli stakeholder» di Alibaba in Asia «di investire e partecipare ai frutti della nostra crescita», ha detto il direttore finanziario, Michael Yao, che ha escluso impatti negativi del risentimento anticinese sulle dimensioni del collocamento di un’azienda simbolo di Pechino.

I proventi dell’ipo, spiega il prospetto, verranno utilizzati per far crescere gli utenti di Alibaba e migliorare il loro coinvolgimento, per facilitare la trasformazione digitale e migliorare l’efficienza operativa e per continuare a innovare.